Certe dinamiche sinceramente non le capisco, prima aleggiava una certa confusione per il ritardo della nomina ufficiale di Corvino come responsabile dell'area tecnica (stiamo perdendo tempo, ci veniva detto) ora invece succede esattamente l'opposto: la tempistica è sbagliata e bisognava attendere la sfida di Lanciano sussurrano alcuni. Mettiamoci d'accordo, delle due l'una altrimenti entrambe (essendo in antitesi) non possono coesistere. L'ufficializzazione è solamente un pro forma, un comunicato per sancire inequivocabilmente il nuovo assunto ma Corvino da due mesi lavora al mercato del Bologna. Non siamo né in ritardo né in stato confusionale. Corvino è sempre stato il direttore sportivo in pectore una volta che Saputo si è preso il Bologna, non lo si poteva ufficializzare per vincoli contrattuali con la vecchia proprietà. Il classico segreto di pulcinella. Ecco, nessuno dovrebbe più di tanto stupirsi e nessuno storcere la bocca. Avremmo fino all'altro giorno speso preghiere di ogni tipo per avere un dirigente come Corvino e ora che ce l'abbiamo cerchiamo di sfruttarlo al massimo perché le sue capacità sono unanimemente riconosciute. Questo avvicendamento era nell'aria da tempo e non vedo perché ci si debba strappare i capelli. Certo, anche io penso che qualche equilibrio potrà essere intaccato ma non di certo stravolto. Ci vorrà il tempo necessario ad un assestamento ma non credo che i risultati della squadra siano in pericolo per una nomina arrivata prima della fine del girone di andata. I giocatori sono professionisti e sanno perfettamente cosa succede quando una nuova proprietà entra in scena, ovvero normali scelte dirigenziali nei ruoli chiave. Uomini di fiducia che nulla hanno a che vedere con la vecchia gestione. Non c'è niente di strano, anzi, mi stupisco di chi si stupisce.
Ecco, siccome abbiamo commesso lo stesso errore un mese fa quando la mancata fideiussione di Tacopina distrasse tutti dal campo producendo l'inopinata sconfitta contro il Brescia, proviamo a rimanere concentrati sul rettangolo verde e su una partita da vincere a tutti i costi. Lo facciano i calciatori, i quali non dovranno pensare a chi (ipoteticamente) arriverà a gennaio ma semplicemente guadagnarsi la fiducia a suon di prestazioni importanti in campionato. Rivoluzioni non ce ne saranno, ma innesti di valore sì e questo aspetto dovrebbe essere uno stimolo per tutti nel cercare di fare il meglio possibile e rinchiudere a chiave eventuali voci di mercato. Tra l'altro, siccome l'ossatura è buona non credo che dieci giocatori arriveranno e altrettanti se ne andranno, esuberi esclusi ovviamente.
Parliamoci chiaro, siamo passati da Zanzi a Fusco terminando con Corvino, l'escalation è abbastanza impressionante e dal punto di vista tecnico siamo esattamente dove volevamo arrivare. Se a qualcuno non va bene, uso una frase tipica che mia nonna recitava per sottolineare chi, ostinatamente, non era mai contento: "ci si lamenta quando il brodo è grasso" mi diceva. E aveva pure ragione. Affidare le sorti del mercato in buone e sapienti mani, aspetto che non succedeva da tempo immemore, è quello che speravo e sognavo da anni. Ci vorrà tempo ma vedrete che Corvino vi darà soddisfazioni enormi. Eviterei oltremodo di trovare problemi dove non ce ne sono, non trovare sempre e comunque il pelo nell'uovo, soprattutto quando il pelo non c'è nemmeno. Non vedo dunque motivi per allarmarsi, tutto continuerà nella maniera più normale possibile, con un mercato di gennaio di mezzo in cui saremo chiamati a rinforzarci e non a rinnegare quanto fatto finora. Sarà uno step successivo e non una ripartenza da zero facendo tabula rasa, inoltre, Pantaleo Corvino non mi sembra certo l'orco cattivo che arriva e distrugge tutto. Anzi, è uno dei migliori nel suo campo ed è assolutamente necessario fidarsi di lui. Per cui, basta illazioni, dietrologie o supposizioni, Corvino farà il Ds mentre noi saremo chiamati a vincere la partita di oggi contro la Pro Vercelli. Stavolta, per davvero, abbiamo un solo risultato a disposizione: la vittoria.
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