Tutto Bologna Web Ex RossoBlu Ex rossoblù: bidoni e meteore 1999/00

Ex rossoblù: bidoni e meteore 1999/00

Redazione TuttoBolognaWeb


La stagione 1999/2000 per il Bologna, è quella successiva all'esaltante cavalcata in Coppa Uefa, culminata con l'uscita in semifinale contro il Marsiglia. Non c'è più Mazzone in panchina ma Sergio Buso, per le prime 7 giornate, poi sostituito dal mai troppo amato Francesco Guidolin. In quel Bologna dall'eredità pesantissima arrivano diversi giocatori che dovrebbero consolidare e rafforzare una squadra sulla quale ci sono molte aspettative. La grande promessa è Nicola Ventola giovane attaccante arrivato in prestito dall'Inter che pare pronto ad esplodere dopo aver fatto sfracelli con l'Under 21, aver mostrato buone doti con la maglia dei nerazzurri e prima ancora con quella del Bari. Ventola però si rivela presto un fuoco di paglia. E' cagionevole e fragile, inoltre la sua verve si spegne presto, tanto che Gazzoni corre ai ripari e ricompra Andersson dalla Lazio per dare peso al reparto offensivo guidato da Signori. A fine anno, i suoi numeri sono impietosi: 14 presenze e 0 gol in Serie A, 1 gol in Coppa Italia alla Sampdoria e 2 reti in Coppa Uefa, una a San Pietroburgo ed una ad Istanbul che illuse i bolognesi prima del gol del 2-1 di Umit Davala. Dopo una carriera fra alti e bassi, Ventola si è ritirato nel 2011 senza mai impressionare per quanto ci si aspettava anche a causa dei frequenti infortuni. Sempre dall'Inter arriva anche il brasiliano Zé Elias, un centrocampista di geometria e qualità che doveva aiutare Marocchi nella mediana felsinea. Nemmeno lui rispetta le attese. Dopo un inizio incoraggiante, il buon Zé Elias si perde in un bicchier d'acqua e a fine stagione fa le valigie direzione Olympiacos. 19 presenze in A per lui e un gol, di dubbia paternità, segnato all'Anderlecht in Coppa Uefa. Si è ritirato nel 2009 dopo una carriera inespressa e ricca di guai fisici. Presente in organico fino ad ottobre 2000, Cristophe Sanchez, lascia Bologna in punta di piedi proprio come era arrivato. Infortunatosi gravemente all'inizio del ritiro dell'anno precedente, il francese dal nome iberico abbandona l'Italia dopo aver giocato solo 6 volte senza aver lasciato la minima traccia della sua presenza. Rientrato in patria in autunno, al Bordeaux, ha giocato sino al 2004 dividendosi fra i Girondini, il Saint Etienne e il Sète con una parentesi nel 2003 a Venezia, anch'essa senza influire minimamente. Passando alle "meteore", troviamo diversi giocatori. Alessandro Dal Canto, oggi allenatore del Vicenza, arrivato in gennaio e schierato in campo 18 volte nell'anno solare 2000 prima di venire ceduto in ottobre al Vicenza. Ha smesso col calcio giocato nel 2009 dopo un biennio col Treviso ed una carriera senza acuti. Max Tonetto, terzino sinistro prelevato dal Milan che non convinse Guidolin: gioca 12 volte prima di essere spedito a Lecce. Disputerà più che buone stagioni fra i salentini, Sampdoria e Roma prima di ritirarsi nel 2010. Nel 2012 è stato commentatore della Rai per i Campionati Europei. Roberto Goretti, uno dei maggiori prospetti del calcio italiano, arriva a Bologna in cerca di riscatto dopo il triennio napoletano. Il centrocampista però gioca poco e niente perché il calvario degli infortuni non gli da tregua e quando sta bene non trova spazio. Chiude la carriera nel suo Perugia prima di diventarne direttore sportivo. Il Bologna di quegli anni era composto da un trio di nazionali svedesi, Andersson, Ingesson e Teddy Lucic. Quest'ultimo era un difensore del Goteborg che i rossoblù osservavano da tempo e che si convinsero a portare a Bologna nel 1998. Purtroppo, la difesa già collaudata e la sua eccessiva lentezza, lo relegarono al ruolo di comprimario, trovando spazio in sole 9 partite. Rientrato in patria all'AIK senza aver lasciato alcuna traccia, si ritira nel 2010 per poi tornare in campo nel 2012 come allenatore giocatore nel Velebit, squadra della 4a divisione svedese.