Succede che qualcosa non funziona, da tempo. Succede che la squadra non trova gioco e idee con la palla, succede che apre praterie dietro ed è quasi inerme, come fosse nel post finale di Coppa Italia quando ancora qualche giocatore ‘è sceso in campo odorante di champagne’ cit. Succede che il Bologna di oggi è irriconoscibile, soprattutto se si pensa a quello di novembre. Cosa sia realmente successo è difficile da dire, chi è all’interno ha sicuramente più elementi di noi per trovare una spiegazione, ma sarà meglio arrivare il prima possibile a una soluzione, perché la china intrapresa è preoccupante anche se Italiano si è detto ieri tranquillo. Noi non lo siamo, ma non per i risultati, che possono avere una flessione su 38 partite, ma per le prestazioni, neanche lontanamente vicine a una squadra che dovrebbe giocarsi l’Europa, soprattutto molto labili per attenzione, intensità e ritmo. Di punto in bianco, è come se davanti avessimo il primo Bologna di Italiano, quello che ancora doveva assimilare i dettami, comprendere il modo di giocare al calcio aggressivo e intensivo di Vincenzo dopo il palleggio a oltranza di Thiago Motta. Così, la squadra pressa a vuoto, arriva in ritardo laddove prima era puntuale, gira per il campo, ma senza solidità, e con la palla sbaglia troppo per quelle che sarebbero le sue potenzialità.
lo spunto
Bologna, c’è un problema serio. La preoccupazione è lecita
Il Bologna stecca alla Scala del Calcio e apre uno squarcio sui suoi problemi: serve trovare in fretta una soluzione

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