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lo spunto
Se qualcuno ha visto il Bologna, ci aiuti a ritrovarlo. Cosa sia realmente successo in questo mese è difficile da spiegare, perché il crollo verticale è stato talmente inaspettato da diventare netto, lasciando strascichi pesanti nella testa e nelle gambe. Questa versione irriconoscibile della squadra che aveva fatto sognare appena un mese fa, ha trovato anche qualche mugugno (all'uscita di Dallinga) di un Dall'Ara ghiacciato non solo dal freddo, ma anche dalle prestazione insufficienti del Bologna, sulla scia di quanto fatto a San Siro e in generale nelle ultime 6-7 partite. Non sono arrivati fischi, anzi qualche applauso, ma il trend di campo è oltremodo preoccupante. E chissà se ora anche i tifosi più ottimisti avranno il coraggio di dirsi preoccupati, perché i campanelli di allarme suonano abbondanti, decisi, ed è meglio coglierli fino a che si è in tempo, perché negare i problemi è la via più diretta per finire nelle sabbie mobili e non uscirne più. E siccome le difficoltà sono diffuse e riguardano entrambe le fasi, con un Bologna che barcolla e molla dietro mentre non segna davanti, da salvare resta ben poco e non ci sono, all'apparenza, salvagenti in mare a cui aggrapparsi per non farsi trascinare dalla corrente. Ed è gelida, come le temperature sotto zero di un Dall'Ara che ormai fortino non lo è più.
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