Undicesima puntata della rubrica “Verso lo scudetto”, una rassegna delle partite che portarono allo scudetto giornata dopo giornata, rivivendo un racconto della partita che fu, nel giorno in cui è stata giocata 50 anni fa.
Verso lo scudetto: 29 marzo 1964, Bologna-Inter 1-2
Finalmente, Bologna-Inter. Dopo le tante polemiche, i veleni pre e post doping, le due squadre si affronteranno per il vero e unico campo di battaglia, il campionato. In settimana Herrera si è detto dispiaciuto di non poter avere il collega Bernardini in panchina di fianco e ha criticato, un po a sorpresa, la decisione della sua squalificarlo. Sta di fatto che non solo il Bologna è privo della sua guida, ma anche di Pascutti e Nielsen, quest'ultimo ancora alla prese con una caviglia gonfia che gli preclude il campo.
Come si è comportato il tifo rossoblù dopo quello che ha passato fra accuse e malelingue? Egregiamente. Infatti lo sportivissimo pubblico ha risposto ai sospetti (maligni) con la civiltà che lo contraddistingue e ha applaudito l'Inter alla fine della partita, vinta con merito dai nerazzurri. L'imponente schieramento di polizia predisposto onde evitare disordini è rimasto a guardare: morale, ha vinto il pubblico rossoblù, anche a dispetto di coloro i quali avevano pronosticato una "Pasqua di sangue".
Al Dall'Ara ci sono circa 50mila spettatori, il tempo è sereno ma il terreno umido. Il Bologna, privo di due uomini chiave come Nielsen e Pascutti infortunati, si affida a Demarco e Renna. Pronti via, le due squadre partono contratte e non riescono a sbloccarsi. Dopo 19' però Corso porta avanti l'Inter dopo una magistrale azione condotta da tutti gli interpreti della squadra, che hanno messo Corso in condizione di esplodere un sinistro imprendibile per Negri, 0-1. I rossoblù accusano il colpo e non riescono a riprendersi, ma provano comunque a fare il possibile per farsi valere. Il centrocampo nerazzurro, di gran lunga migliore di quello rossoblù in questo frangente, ha gestito meglio la mediana con Jair e Mazzola, che peraltro hanno confezionato il raddoppio nei primi minuti della ripresa, con il brasiliano a segno di testa. Poco dopo però, il Bologna avrebbe modo di accorciare le distanze per via di un penalty assegnato per fallo di Corso e Burgnich su Haller, ma lo stesso tedesco non sfrutta la chance e si fa ipnotizzare da Sarti, che a fine gara dirà di essersi buttato nella stessa direzione in cui Haller aveva calciato nei tre precedenti, andati tutti a segno. C'è ancora tempo per due errori sotto porta di Facchetti e Milani, che sarebbero valsi un KO roboante per il Bologna fino al 77', quando Furlanis segna il gol della speranza, scaturito dopo aver superato Suarez in velocità e fulminato Sarti.
Detto che la mediana dell'Inter è stata perfetta, non si può non dare merito a Picchi, ottimo baluardo delle retrovie milanesi e a Sarti, portiere affidabile e autore di una gran parata sul rigore di Haller. Di contro, il Bologna ha accusato oltremodo la mancanza dei due titolari d'attacco e ha concesso così un enorme vantaggio agli avversari: Demarco infatti non è lontanamente paragonabile al danese Nielsen, spesso rimproverato di mille difetti, ma per lo più efficace e cinico realizzatore. In ombra anche Perani, evanescente e impalpabile, mentre i migliori sono stati Furlanis, mai domo e addirittura autore di un gol, così come tutto il resto della difesa, con Pavinato, Janich e Tumburus, che hanno retto bene l'urto nonostante i due gol subiti facciano pensare il contrario. Classifca dopo 27 giornate: Inter 41, Milan 40, Bologna 37: rossoblù con un turno da recuperare e penalizzato di un punto per le note vicende.
Il tabellino della partita:
Bologna (1): Negri; Furlanis, Pavianto; Tumburus, Janich, Fogli; Perani, Bulgarelli, Demarco, Haller, Renna. All: Bernardini
Inter (2): Sarti; Burgnich, Facchetti; Masiero, Guarneri, Picchi; Jair, Mazzola, Milani, Suarez, Corso. All: Herrera
Arbitro: Sig. De Marchi di Pordenone
Reti: 19'Corso (I), 49'Jair (I), 77'Furlanis
Note: angoli, 15-3 per il Bologna. Haller sbaglia un rigore al 52'. Ammonito Bulgarelli per fallo su Suarez. In tribuna, presente il CT della nazionale Edmondo Fabbri.
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