Al di là di tutto quello che è stato detto e/o pensato ieri sera, a caldo, dopo la sconfitta della Fiorentina, ci sono alcuni ragionamenti da fare su Bologna e Sassuolo ma anche sulla Fiorentina, indirettamente coinvolta in questa struggente corsa verso la salvezza. Tre, i punti da analizzare. Il primo: la differenza di gioco, fame e atteggiamento del Sassuolo contro la Fiorentina, rispetto al Bologna. I neroverdi hanno attaccato i toscani senza remore, una volta appurato quanto questi fossero scarichi ed hanno infilato la porta di Rosati per tre volte in un men che non si dica, salvo poi calare il poker nella ripresa, in contropiede, dopo averne sbagliato uno clamoroso (potevano essere 5...). Il Bologna invece, non solo non ha avuto lo stesso atteggiamento combattivo dei corregionali, ma si è fatto mettere i piedi in testa dalla Fiorentina con una facilità clamorosa, senza mai provare a reagire minimamente. In parole povere, mettendo Sassuolo e Bologna sullo stesso piano, bisogna ammettere una volta per tutte che i primi giocano e raccolgono i frutti del proprio lavoro, i secondi no. Secondo: la pochezza disarmante della Fiorentina del primo tempo. Una squadra irriconoscibile, che si è fatta infilare da ogni parte e ha commesso orrori (non errori) da squadra di fondo classifica, che hanno facilitato di quel poco il compito ad un Sassuolo già di per sé predisposto, giustamente, ad attaccare. Inevitabile quindi imputare qualche colpa alla morbidezza dell'atteggiamento della Fiorentina, parsa sin troppo sulle gambe, distratta e sconcertante, nel commettere certe topiche. Terzo ed ultimo punto: la giornata falsata dalla Coppa Italia. Mettiamo subito in chiaro una cosa, non si vuole trovare alcun alibi per nessuno, ma parlare di realtà oggettiva. La giornata appena conclusasi, strutturata in questa maniera per via della finale di Coppa Italia, ha inevitabilmente avuto un ruolo determinante. La decisione di giocare sabato ha influito eccome, con la Fiorentina che ha evidentemente accusato il colpo della sconfitta sul piano psicologico e che per tutto il primo tempo ha permesso al Sassuolo di banchettare sul proprio cadavere. Non stiamo a dire che il campionato è falsato, una gara non decide certo la stagione, ma senza dubbio la decisione di giocare la finale sabato, condizionando il campionato (si è finito di giocare martedì!), è quantomeno discutibile.
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Per chiudere, ribadendo che chi è causa del suo mal pianga sé stesso, il Sassuolo ha avuto il vantaggio mentale di affrontare la 36a giornata sapendo tutti i risultati che le servivano e con diversi giorni di riposo in più sulle gambe. Ciò detto, con tutti i complimenti al gruppo di Di Francesco che ha approfittato della Fiorentina in bambola per gran parte della gara, bisogna che il Bologna come si dice in gergo "si allacci gli scarpini" ed inizi a prendere esempio dalla cattiveria agonistica (almeno quella) che i colleghi in neroverde hanno messo in campo ieri sera.
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