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Nuovo Stadio Renato Dall'Ara

Redazione TuttoBolognaWeb

di Teresa Dominijanni e Manuel Minguzzi

Se tutto andrà bene, il 15 ottobre avremo un nuovo CDA a stelle e strisce e potremo finalmente archiviare le ombre di un’era segnata da tante e troppe bugie, sogni infranti e promesse mancate. Tra le priorità in agenda per Saputo e Tacopina, uno dei punti cardine dell’operazione-rilancio del brand “Bologna F.C. 1909” sarà senza dubbio la ristrutturazione dello stadio Renato Dall’Ara. L’impianto sportivo di Arata-Costanzini, fondato nel 1925 e inaugurato nel '27 in pieno clima “littoriale”, rappresenta il cuore pulsante della vita sportiva cittadina e negli ultimi 10 anni è stato oggetto di ambiziosi progetti di ammodernamento rispolverati con la recente svolta americana. Diverse testate giornalistiche hanno già fatto il punto sulle implicazioni che comporta l’avvento della nuova gestione societaria nello sviluppo dello sport cittadino; non poteva mancare la voce di TuttoBolognaWeb in merito alle incredibili opportunità di rinascita economica e sociale favorite da un concreto intervento sul nostro amato stadio e le tempistiche sono ormai mature per affrontare l’argomento in termini di fattibilità, soprattutto a fronte delle ingenti risorse economiche che dovrebbero essere investite dai nuovi padroni di casa (si parla di oltre 100milioni di euro).

Quale sarà, dunque, la vocazione del Nuovo Stadio Renato Dall’Ara?

Le ultime operazioni di rifacimento risalgono ai Mondiali del '90 e da allora si era fatta avanti solo la proposta di Cazzola – siamo nel 2008 – di realizzare uno stadio ex-novo a Medicina, con una capienza di 30mila posti. In linea con la candidatura di Bologna agli Europei del 2016, si fa strada la concezione di un vero e proprio “quartiere dello Stadio UEFA” all’avanguardia e all’altezza delle arene calcistiche più funzionali e adatte ad accogliere tifosi da ogni parte del mondo. Una concezione "made in Usa" che vede l’ubicazione degli impianti sportivi all’interno delle mura cittadine anziché nelle periferie, dove spesso si rilevano condizioni di degrado e non c’è margine di profitto per le “cattedrali nel deserto”.

Lo Sport Campus Andrea Costa dello Studio Brenso

Nel 2011, per iniziativa dell’Associazione ProBologna e Centro Bologna Clubs, lo Studio Brenso ha presentato un dettagliato progetto di ammodernamento dell’impianto sportivo e dell’intero quartiere Saragozza, ponendo l’accento sulla qualità della vita nelle aree limitrofe allo stadio Dall’Ara quale futuro distretto polifunzionale. Lo sport come motore di sviluppo integrato e sostenibile è al centro della proposta, così come si legge nella brochure di presentazione: “lo Sport Campus Andrea Costa diverrà l’icona di Bologna Città dello Sport, un’area del profilo dinamico ed internazionale che rispecchi a pieno le ambizioni della città”. Per raggiungere tale nobile obiettivo, è prevista anzitutto la rimozione delle superfetazioni realizzate in occasione dei mondiali Italia90, così da recuperare la facciata originale dello stadio con due ordini di arcate in mattoni.

Nei rendering e dagli schemi strutturali si vede come, togliendo l’impalcatura di acciaio e abbassando il campo, senza la pista di atletica si recupera spazio per nuovi posti; anche gli spalti sono pensati per avere una leggera pendenza favorevole ad una maggiore visibilità sul campo di gioco. Come aveva dichiarato in un'intervista l'architetto Lorenzo Castagnetti, la capienza del nuovo stadio potrà contare su circa 38mila posti a sedere, in linea con i requisiti richiesti dalla Uefa; per quanto riguarda la copertura, il tetto sarà esteso oltre le tribune con una copertura di pannelli solari, mentre l’accesso alle curve sarà agevolato da ampi corridoi di passaggio e spazi di circolazione, a loro volta collegati da locali di servizio, commercio e ristorazione. Un campus policentrico, dunque, che non ha caso è iscritto al Piano strategico metropolitano promosso da Comune e Provincia.

Lo Sport Campus fungerà anche da Parco urbano con piazze, piste pedo-ciclabili e aree verdi attrezzate, mentre la viabilità cittadina sarà snellita da un potenziamento dei mezzi pubblici e dalla costruzione di parcheggi sotterranei per evitare problemi di traffico.

Sfogliare le pagine di questo progetto è come sognare ad occhi aperti: riesci a sentire i cori di una tifoseria degna dei match in Champios League. Del resto, lo studio Brenso non è stato l’unico a farsi avanti. Nel 2012, il professor Gabriele Tagliaventi, Direttore Associato dell’associazione “A Vision of Europe”, è stato portavoce del Masterplan per l'intervento sull'impianto preesistente dello stadio che “consentirebbe la realizzazione di circa 130.000 m2 di nuove attività̀ commerciali, residenziali e terziarie che finanzieranno la ristrutturazione del Dall'Ara e genereranno utili per il bilancio dell'Amministrazione Comunale”. Si parla di un progetto che, se realizzato, rappresenta un’altra alternativa concreta alla dispersione sub-urbana grazie alla filosofia del “commercio diffuso” che include – oltre a 13 nuovi edifici di raccordo all’impianto e parcheggi sotterranei - la costruzione di ristoranti, caffé, hotel, appartamenti, uffici, wellness center e un Museo dedicato alla storia del Bologna F.C.

I progetti sono molto simili e guardano sicuramente a un futuro grandioso per Bologna. Bisognerà agire in fretta se si vogliono cogliere tutte le occasioni di business innescate dal restyling del Dall’Ara e il Re della Mozzarellissima sa bene che l’inaugurazione di FICO al CAAB, in aggiunta al corollario di iniziative legate all’EXPO 2015, saranno eventi di forte attrattiva per gli investors stranieri: ne gioveranno sia il marchio “Saputo”, sia la reputazione di Bologna nel Nuovo Continente. Se nel celebre e poetico film Nuovo Cinema Paradiso, Giuseppe Tornatore raccontava la vita dei cittadini in un piccolo paese siciliano rapiti dalla magia del cinematografo, oggi si potrebbe raccontare in questi termini anche la storia dei bolognesi che non rinunciano a sognare e a sperare nella rinascita del Bologna FC e del Nuovo Stadio Renato Dall'Ara.

Copyright immagini e fonte studio Brenso: http://issuu.com/studiobrenso/docs/sportcampus_andreacosta

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