Intervenuto nella trasmissione "L'infiltrato Speciale" su Radio International, Archimede Morleo ha parlato del Bologna e del suo ruolo. "L'altezza non conta, me la posso cavare lo stesso. Ci sono tanti giocatori bassi in A che se la cavano bene, guarda Giovinco. Abito in S. Stefano e mi trovo molto bene, ma a Bologna mi troverei bene ovunque. Sia io che mia moglie ci troviamo bene". Poi una battuta sulla situazione del Bologna e sul gruppo: "C'è da preoccuparsi? Questa è la squadra che ha cambiato di meno rispetto agli altri anni. Le somme si tirano alla fine, il gruppo è amalgamato bene anche se sono passate già diverse giornate di campionato. Leader? Abbiamo Diamanti, e poi comunque anche Natali, anche se magari non sembra e pure Pazienza. Magari non lo sono per la gente ma lo è per noi". Inevitabile poi un riferimento ai cross: "Dipende anche come uno arriva a crossare e quando ci arrivo. Dipende dallo stop e da come controllo. Sicuramente potrei fare meglio". Focus poi sul suo prossimo avversario, Morleo avrà a che fare con Cuadrado, e sulla Fiorentina: "Ho dei parastinchi speciali! No, si racconta da solo, è veramente veloce. Devo accorciare e non farmi puntare altrimenti diventa un problema. Meglio raddoppiarlo se è in zona di campo pericolosa, ma vale per tutti. Cuadrado è l'avversario più complesso che ho dovuto marcare, insieme a Cerci. Giochiamo contro una squadra forte, difficile da interpretare perché giocano molto sugli uno contro uno. Morleo ha anche parlato delle tappe della sua carriera: "Sono partito come esterno ma non ho mai fatto il centrale. Tiro poco, ma mi sento di avere il tiro nel mio repertorio. Sono partito dal Lecce, dalle giovanili: sono partito tardi a 16 anni. Posso fare ancor tanto, quello si. Non mi siedo di certo, ho fatto la gavetta e non voglio perdere tutto quel che ho costruito fin qui. Ho lavorato tanto, non ho mai mollato e ho dato quel qualcosa in più che mi ha portato fin qui. Non ho un procuratore, è un mio amico che lavorava col figlio di Corvino poi mi ha seguito sempre lui. Tra gli allenatori che mi hanno dato di più, ci sono Moriero e Lerda, che a Crotone mi ha migliorato molto nel gioco offensivo. Oggi non penso alla Nazionale". Una considerazione anche sulla tifoseria, in particolare sui tifosi a Casteldebole: "Non era la prima volta, il primo o il secondo anno vennero tanti a sostenerci. Ti da un'adrenalina pazzesca". Una battuta anche sul modo di giocare del Bologna e su quello preferito da lui, in difesa: "Preferisco la difesa a 4, le migliori partite le ho fatta con questa difesa. Noi giochiamo centrali e poco sulle fasce ed è un modo di giocare che utilizziamo di più e per questo Bianchi magari fa un po' più fatica ad avere palle giocabili. Il 4-2-3-1 è un modulo che farei anch'io se fossi un allenatore". Poi sul mercato e su Rubin: "Si era parlato di Lazio e di Verona in estate e ci furono degli approcci. Io e Rubin siamo diversi, io sono più esplosivo. Morleo ha anche parlato delle punizioni: "Per le punizioni c'è Alino, ogni tanto mi verrebbe voglia. Ma chi si permette? Non mi metto a confronto per come le tira lui. Certo che lui ha più possibilità di fare gol ed è meglio così".
Morleo: "Lavoro per migliorare; Diamanti non l'unico leader"
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