Tutto Bologna Web Copertina Il segreto del Brescia

Il segreto del Brescia

Redazione TuttoBolognaWeb

di Marco Ferlini

Si cela un piccolo segreto sul fatto che i giocatori del Brescia correvano più forte dei nostri, e ve lo spiego con un esempio: è un giorno qualunque di lavoro e il direttore della vostra azienda convoca tutti i dipendenti per un assemblea straordinaria. La cosa vi pare insolita ma non vi preoccupa più di tanto. Sarà poi lui a raggelarvi il sangue nelle vene quando comunicherà che l'azienda ha più di trenta milioni di debiti, che il fallimento è dietro l'angolo e che gli stipendi da dicembre in poi non saranno più garantiti.

Questo è lo stesso scenario che hanno vissuto i giocatori del Brescia (i milioni di debiti sono gli stessi, nonché l'ipotesi fallimento e stipendi). Ma facciamo ancora finta di essere dipendenti dell'azienda presa in esempio: alla fine del discorso di commiato il titolare vi comunica che nei prossimi giorni arriveranno delle delegazioni di imprenditori che verranno a sondare il luogo di lavoro, verranno a vedere come viene fatta la produzione e a che livello è l'organizzazione. Alla fine del discorso non viene detto, ma è evidente che tali imprenditori verranno per valutare se acquistare oppure no l'azienda. E nell'azienda ci siete voi, e voi non volete di certo perdere il lavoro. Quindi a questo punto qual'è la vostra reazione? La vostra reazione sarà quella dei giocatori del Brescia. Un attimo di scoramento iniziale, ma di fronte ai nuovi possibili titolari dareste il cento per cento per far bella figura e sperare che vi tengano.

Le rondinelle, a un passo dal baratro, si trovano di fronte al glorioso e, ora, ricco, Bologna, cosa potevano fare se non mettersi in luce? Con colpi di tacco e colpi da maestro? No di certo, ma con le uniche qualità che hanno a disposizione: la grinta e la voglia di fare.

Esempi retroattivi ce ne sono tanti: dai giocatori notati nelle partite (durante una partita di coppa l'Inter subì un gol da uno sconosciuto Mika Aaltonen e lo acquistò, fu un autentico “bidone” ma lo acquistò, grazie proprio a quella bella prestazione), alle squadre che rischiamo il fallimento (il Bari dello scorso anno ne fu un fulgido esempio, o il Bologna di Porceddiana memoria, con gli stipendi a singhiozzo, o il Monza di quest'anno, che non hanno ancora visto un euro ma stanno facendo miracoli).

Vi ricordate i film sul pugile Rocky Balboa? Un uomo che nasce dal niente e diventa campione che, quando perde, è perché non ha più “gli occhi della tigre”, cioè quella “fotta” (come ultimamente si usa dire) che chiediamo a tutti i giocatori del Bologna ad ogni partita. Gli occhi della tigre che non abbiamo avuto contro il Brescia, convinti che bastasse il minimo per ottenere il massimo: un tiro nel primo tempo (gol), uno nel secondo tempo (palo) e il resto della partita a far giocare gli altri che, un pugno di qua e uno di la, alla fine ci han messo KO. Che la cosa ci sia di lezione perché di squadre con il coltello tra i denti ne troveremo parecchie. Perché? Semplicemente perché noi siamo il Bologna, e frasi notare in una partita contro il Bologna può essere di stimolo per tutti, e ora che il BFC è solido, ancor di più. Se lo mettano in testa Cacia & C. che per tenere il passo da vetta classifica bisognerà sempre dare il cento per cento, senza risparmiarsi. Se lo metta in testa Diego Lopez che a volte il fattore tattico tecnico vale meno che quello mentale, ci lavori di più altrimenti i suoi giocatori invece d'avere l'occhio della tigre affronteranno le gare con lo spirito da mezzi borghesucci già arrivati.

Il segreto del Brescia è svelato. Facciamolo nostro.