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Guaraldi, torni a bordo!

Redazione TuttoBolognaWeb

È stato il calciomercato degli atti di forza dei presidenti. Dall’ormai iperinflazionato caso Guarin all’Inter sino ad arrivare al caso Diamanti, una vera e propria telenovela, alquanto stucchevole sia per il diretto interessato sia per i tifosi del Bologna.

Quando tutto sembrava tacere ecco Guaraldi che apre inaspettatamente il fuoco: “Diamanti preme per andar via, mi ha esposto una serie di ottime ragioni per cui fatico a dargli torto ma fatico anche ad accontentarlo”. Risultato della dichiarazione: Diamanti delegittimato davanti ad un’intera piazza che lo ha difeso a spada tratta e Guaraldi che dichiara di essere dalla parte dei tifosi, che qualche tempo fa avevano esposto lo striscione “Diamanti non si tocca”. Strategia comunicativa autolesionista dunque, specie in un momento delicato come questo, dove Diamanti è l’unico uomo che ha le capacità per trascinare il Bologna; un Diamanti che già da tempo aveva espresso il suo malessere per il rapporto con i tifosi ormai deteriorato, un Alino che avrebbe bisogno di essere l’uomo immagine e non il capro espiatorio.

In ogni caso ormai le carte sono scoperte e tutto fa presupporre che si vada verso una cessione del capitano. Guaraldi ha semplicemente preparato il terreno, scaricando tutte le responsabilità su Alino, che adesso si ritrova da solo contro un’intera piazza, al comando di una squadra scialba e anonima in cui probabilmente anche il più romantico dei capitani farebbe fatica a restare. La cessione si farà soprattutto perché fa comodo, comodissimo anzi, alle casse del Bologna. Si deve fare perché non ha senso trattenere controvoglia un calciatore che alla piazza ha già dato tanto, non ha senso trattenere un giocatore che ormai è solo contro tutti.

Se invece lo scopo di Guaraldi era motivare Alino, le dichiarazioni sono arrivate con tempi e modalità sbagliate. Diamanti, messo con le spalle al muro pubblicamente dal suo presidente (che nega, quasi beffardamente, di averlo mai messo alle strette), si sentirà realmente giustificato a puntare i piedi e, piaccia o no, il coltello dalla parte del manico lo ha lui, perché al Bologna, quei 9 milioni di euro servirebbero come il pane. Resta il fatto che se, come sembra, la frattura risulterà insanabile, Diamanti non potrà essere sostituito, e da qui e fine stagione Ballardini dovrà reinventarsi una squadra che gira soltanto sulle giocate del suo capitano.

Guaraldi dunque se lo poteva risparmiare l’attacco di protagonismo, perché certe verità, in certi momenti, è meglio sempre non esplicitarle. A Bologna ormai la società sembra non esistere più, sembra che ognuno ragioni come se lavorasse da solo: Diamanti che cerca sempre la giocata individuale, Morandi e la curva che litigano su stupidaggini, il tragicomico episodio di Ibson abbandonato all’aereoporto dallo staff societario (“Ibson chi?”) sino ad arrivare alle dichiarazioni di Guaraldi, che non fanno altro che gettare benzina sul fuoco e mettere ancora più confusione nella testa di giocatori e tifosi.

Guaraldi non faccia come Schettino, non abbandoni Diamanti sulla nave! Non è il momento di puntarsi il dito addosso a vicenda, perché dal baratro della B il Bologna si salverà solo se si comporterà come una squadra, unendo le forze di presidente, giocatori e tifosi. Se così non sarà, tra qualche mese saremo qui a scrivere il necrologio di una vecchia e gloriosa società chiamata Bologna Calcio.