La cornice è stata come sempre fantastica: Piazza Maggiore sotto le stelle. Il palcoscenico ha mostrato il meglio di sé, soprattutto alla delegazione del Bologna presente ieri sera durante la proiezione del film di Emilio Marrese "Il cielo capovolto" in ricordo dell'ultimo scudetto. Matuzalem e compagni avranno percepito il calore e la tradizione che accompagna Bologna e i bolognesi, soprattutto quando si parla di Bfc 1909. Era presente anche una rappresentazione del tifo, con cori, striscioni e bandiere rossoblù atte a fornire l'entusiasmo necessario alla nuova truppa che sarà chiamata a difendere i colori del Bologna Calcio sui campi della Serie B. La serata si è ufficialmente aperta con Giorgio Comaschi, il quale ha allietato con la sua consueta ironia il pubblico presente grazie anche ad un video intitolato "Tu conosci Pascutti?" in cui veniva chiesto a simpatici bambini tifosi rossoblù se conoscevano lo storico numero 11 del Bologna scudettato, le risposte e le reazioni sono state le più varie, strappando un caloroso sorriso ai concittadini seduti in Piazza Maggiore. Non potevano mancare sul palco i protagonisti di questa estate a tinte forti, il direttore dell'area tecnica Filippo Fusco e il tecnico Diego Lopez. Fusco è apparso visibilmente emozionato: "Per noi è una grande responsabilità, speriamo di essere degni di questo compito. Il campionato sarà difficile ma ci proveremo". Poi è stato il turno di Gianni Morandi, uno degli artefici del salvataggio atto secondo: "Non è la prima volta in B, speriamo sia l'ultima. Sono sicuro che se remiamo tutti assieme dalla stessa parte si potrà tornare in A. Serve unità di intenti". Non solo Bologna, ma anche arbitri. Perché uno dei grandi protagonisti del Mondiale, avendo l'Italia fallito, è stato il direttore di gara bolognese Nicola Rizzoli. Per lui l'onore di ricevere la Turrita d'oro per mano del sindaco Merola il quale ha dovuto però ricevere anche qualche fischio, ma tutto è passato in secondo piano perché non era il caso di rovinare una bellissima festa: "Saluto i tifosi - ha esordito Rizzoli - mi auguro che le bandiere sventolino sempre e speriamo che il Bfc risalga. Bologna merita altri palcoscenici, anche internazionali". Rizzoli poi si è cimentato con ottimi risultati anche come attore nel film di Marrese, rimarrà impressa la sua battuta sui direttori di gara 'Non capisco che gusto ci sia a fare l'arbitro" che ha strappato risate a crepa pelle al pubblico. Magistrale, per dovere di cronaca, la performance anche di Eraldo Pecci. C'è ancora tempo per la squadra, poco prima dell'inizio della proiezione infatti tutta la delegazione del Bfc è stata chiamata sul palco per un caloroso applauso di incitamento da parte di una città che vive ancora in maniera viscerale il calcio nonostante una dolorosa retrocessione. Presenti Oikonomou, Matuzalem, Zuculini, Paramatti, Troianiello, Morleo, Masina e Coppola. Chiaramente sono stati mandati tutti i volti nuovi ad eccezione del terzino che potrebbe rivestire il ruolo di capitano, giusto per fare respirare aria diversa e più fresca rispetto a quella dell'anno scorso. In fin dei conti giusto così. Ma il grande protagonista, anche se un po' datato, era lo scudetto del '64 tra partite memorabili, brutte vicende doping e la morte di Dall'Ara a pochi giorni dallo spareggio. Assieme a quel tricolore si colloca ora la pellicola di Marrese e Governa con la sapiente di regia di Muran, un mix di calcio, con le immagini originali dell'epoca, e di vita vissuta per dipingere e descrivere la Bologna e l'Italia di allora. Non stiamo certo a farvi una recensione del film, non perché non lo si voglia ma perché è semplicemente da vedere e ammirare col cuore in mano e con l'amore che nutriamo verso la città e il Bologna Calcio. Non rimarrete delusi se non lo avete ancora visto. Il sottoscritto non esita ad ammettere la commozione provata, soprattutto nei momenti finali con i gol di Fogli e Nielsen. Perché la caratteristica fondamentale del film è aver trovato un filo rosso che collega il 1964 al 2014, rendendo la vittoria di quello scudetto un trionfo anche ai giorni nostri. Sì, è come se lo avessimo vinto anche quest'anno. Il bello delle cose che non si possono cancellare, perché nemmeno una retrocessione ci riesce.
Grande festa in piazza per "Il cielo capovolto", così la città ha riabbracciato il Bologna
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