Henry Damian Gimenez al Grosseto, è ufficiale. In molti a Bologna erano pronti a scommettere che “Gimmi il fenomeno” sarebbe rimasto in rossoblù fino alla fine del contratto. Erano diverse sessioni di mercato che il ragazzo rifiutava alcune proposte di trasferimento, nonostante avesse più volte ricevuto bocciature da più di un allenatore. Eppure il 31 gennaio quasi in extremis, ecco che il ragazzo di Durazno ha accettato l’offerta del Grosseto e la conseguente discesa in Serie B. Che Gimenez si sia involuto nella sua esperienza bolognese è appurato e fuori discussione. Arrivato come oggetto misterioso nell’estate 2009 e tenuto in naftalina per mesi, debutta a Firenze da titolare a fianco di Di Vaio e segna in semi girata l’1-0 fra lo stupore generale. È il 17 gennaio 2010 e il Bologna, sino a quel momento poco convincente, scopre di avere una nuova freccia al proprio arco. La gente lo invoca e la settimana dopo Colomba lo mette in campo nella ripresa contro il Bari, sull’1-0 per gli ospiti e Gimmi non tradisce. Gol e ancora gol, rimonta e vittoria importantissima in chiave salvezza. Nasce così il coro “Gimmi fenomeno” sulla stessa aria di “Igor Kolyvanov”. La curva è in visibilio, ecco l’uomo che serve a questo Bologna, che rompe le linee e crea confusione dove serve. Forse, anzi non proprio. Gimenez guadagna minuti in campo ma sbaglia due gol clamorosi contro la Juventus in casa ed a Siena. Ciononostante la piazza lo sostiene, Colomba meno, e infatti Gimmi finisce spesso in panchina. Dopo l’ennesima, agognata salvezza, arriva l’estate e nonostante qualche eco da Catania che pare interessarsi al ragazzo, Gimenez rimane. Con Malesani in panchina pare trovare spazio perché il mister lo impiega nel suo modulo a 3 punte. All’andata segna all’Udinese ed al Lecce, ma la sua discontinuità lo porta ad un ulteriore declassamento. Parte spesso dalla panchina e i suoi ingressi in campo diventano meno frequenti. Nella stagione scorsa, ne Bisoli ne Pioli danno segnali incoraggianti riguardo l’impiego del n°77 ed a fine stagione Gimenez conterà 14 sole presenze in Serie A e un gol in Coppa Italia. Mentre la piazza s’interroga su che fine abbia fatto quel Gimenez che sorprese tutti con i suoi guizzi, i suoi dribbling secchi e i suoi tagli diagonali, al Bologna pervengono alcune richieste di trasferimento, sia dalla serie cadetta sia da campionati esteri, tutti rispediti al mittente dal giocatore stesso. Stagione 2012/13, non è aria per Gimenez. Pioli lo taglia fuori da ogni rotazione al punto che a gennaio, il giocatore conta appena 2 presenze che sfiorano malapena i 35 minuti d’impiego. Non c’è posto per te, il messaggio è chiaro e così il ragazzo si decide e all’ultimo giorno di mercato accetta il trasferimento a Grosseto dove può giocarsi le sue carte e sperare in un rilancio che potrebbe rivitalizzare la propria carriera. La parabola discendente di Gimenez è a una svolta, andare in una squadra che gli dia più spazio è ragionevolmente la soluzione migliore, rispetto all’ormai consueto posto riservatogli nella panchina del Dall’Ara.
Gimmi non più fenomeno
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