di Matteo Ragazzi
ESCLUSIVA TBW - Sussi: "Il Bfc tornerà su, mi rivedo in Morleo"
Abbiamo intervistato in esclusiva, l'ex rossoblù Andrea Sussi. Doppio ex della sfida di domani tra Avellino e Bologna, Sussi ha espresso la sua opinione sul momento attuale del Bfc, su una B molto particolare e, infine, ricordando i suoi tempi sotto le Due Torri, purtroppo terminati con rapporti molto freddi. Un giocatore amato dal tifo rossoblù e che ora tra un marmo e l'altro allena le giovanili dell'Arezzo.
Caro Sussi, segue ancora il Bologna?
"Sì, certamente. E' una squadra a cui sono molto affezionato"
Che ne pensa? Riuscirà a tornare in A?
"Ha tutte le carte in regola per farlo, ha un blasone che in B non tutti hanno ma ci sono sempre le outsider a complicare un po' le cose".
Le gerarchie sono strane, Carpi davanti, Bologna, Catania e Bari dietro
"Bari e Catania torneranno su, sono piazze importanti. Faranno mercato a gennaio per rinforzarsi e credo sarà una lotta fino alla fine"
Al Bologna cosa manca secondo lei?
"Guardi, credo ci voglia un attacco importante, la punta da venti gol. Cacia da solo non so se ci riuscirà. C'è anche Acquafresca ma punterei a comprare un attaccante. La B è lunga e ci sta che una punta possa avere un calo, servono ricambi".
Domani c'è Avellino-Bologna, entrambe sue ex squadre
"Non sarà facile per il Bologna, Avellino è una piazza importante e c'è parecchia passione. La gente va allo stadio. I rossoblù troveranno un ambiente molto caldo".
Un po' di entusiasmo è tornato anche a Bologna
"Sì, il cambio di proprietà ha rinvigorito la piazza e sono convinto che tornerà su ma c'è da soffrire un pochino. Bologna è una piazza con blasone che non può stare troppo tempo in B".
Lei è stato terzino sinistro, come vede la fascia del Bologna?
"Morleo nelle movenze mi assomiglia, soprattutto nella postura della corsa. Spinge e difende, è un terzino sinistro fluidificante come quelli di una volta. Bene dai".
Dopo la retrocessione andò via da Bologna, ci spieghi perché
"Me lo domando anche io perché non me lo ha spiegato nessuno, giocavo, speravo di rimanere invece non mi chiamò nessuno anche se feci bene. Almeno per dirmi che non puntavano su di me. Per fare le cose bisogna essere in due, evidentemente non mi vollero più. Bastava una chiamata".
Ora invece, Sussi che fa?
"La mattina il marmista, di pomeriggio alleno la Berretti dell'Arezzo. Allenavo la juniores, poi l'Arezzo è stato ripescato in C. Sono settimo, a quattro punti dai playoff".
Sogna una panchina importante da grande?
"Per ora mi sto facendo le ossa, nella mia carriera è sempre stato così e mi ha portato in luoghi dove non avrei mai pensato di arrivare".
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