Sono stati otto i convitati al tavolo di Artù Guaraldi. Otto i giornalisti della tavola rotonda, invitati a cena e senza Sydney Poitier. Mettiaamoci l'animo in pace, noi che non c'eravamo. Sgomberiamo subito il campo dagli equivoci. Non si tratta del lamentoso canto di un pastore errante offeso per la dimenticanza, anzi. Per abitudine diffido degli inviti, da qualcuno di cui poi devo commentare pregi e difetti. Libertà (in questo caso) è "non" partecipazione. Grazie lo stesso. C'è qualcosa di antico nel convivio di pace, carta all'improvviso giocata dal presidente meno amato (o quasi) della storia. Perché fumare il calumet della pace a novembre? Non ha senso, esattamente come non ne ha contestare aspramente nell'abituale autunno del nostro sconcerto, tanto poco conta il Bologna negli ultimi gironi di andata della sua storia. Il presidente fa sapere che non cederà nessuno a gennaio? Come si fa a credergli preventivamente? E poi ha un senso? Ma non intendo fare l'oracolo, tanto più che Delfi non è pure così vicina. Mi soffermo su alcuni aspetti vicini e lontani, piccoli equivoci senza troppa importanza. Diamanti si sente un po' trascurato... Alino, con tante attenuanti, fatica a essere il trascinatore della passata stagione. Ci sono motivi palesi, come la partenza di Gilardino che a Genoa sta confermando la sua enorme statura (a maggior ragione a confronto con quella del Bologna). Il Gila era fondamentale per l'attenzione che attirava, aprendo varchi importanti ai compagni. Chi ha il Gila insomma vive di gloria riflessa. Oggi che non c'è più il compagno d'azzurro, Alino diventa prevedibile, come quando con l'Inter - un metro entro l'area - si è spostato il pallone sul sinistro provando a scaricare un tiro che era previsto. E questo è un altro aspetto per misurare la crescita di Kone, che è confermata dalla buona propensione a segnare, pur avendo lui stesso subito (per gli stessi motivi) la non riconferma di Gilardino. Si dice che Bianchi potrebbe andare all'Inter. Voce smentita, certo. Io dico: se l'Inter concedesse Castellazzi, Mudingayi e il prestito di Belfodil... perché no? Altro elemento: Curci ne fa una terribile e un'altra eroica? Non trovo nulla di esaltante. Con tutto il rispetto per il bravo ragazzo, mi sembra la conferma che il giocatore non è "tristo". E' solo inaffidabile. La cartina tornasole, nessuno se la prenda, è la sensazione che non sia scoltato dalla squadra. vedi quando mette la barriera... In ultima analisi: si dice, per non retrocedere bisogna trovarne tre più scarse. Io credo che sia un parere sbagliato. Credo che - tolte le squadre di vertice, questo triste y solitario campionato italiano di serie A, molto modesto, offra dieci-dodici squadre il cui rendimento è ondivago, tutte più o meno sullo stesso piano. Abbandonerà la serie - voglio dire - chi completerà l'album degli episodi negativi prima di tutti gli altri. Concludo citando qualcosa che mi è piaciuto un bel po': la campagna "Ultras for homeless". L'aspetto più caldo, più onorevole, più... di altissima classifica, del campionato tinto di rossoblù.
E Guaraldi sale sull'ottovolante
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