di Manuel Minguzzi
Bologna primo, ecco da cosa è nata la risalita
Tutti ci ricordiamo il Bologna balbettante di inizio stagione: fuori in Coppa con l'Aquila, sconfitto al debutto a Perugia, anonimo in casa contro l'Entella e derelitto per mano del Crotone ora ultimo, in quello che è stato il punto più basso di questa prima parte di campionato. La rinascita è partita da Terni, quando cioè Oikonomou è subentrato a Paez segnando anche la rete decisiva per la vittoria finale. Ovvio, non è stata solo una sostituzione a generare questo cambio di passo, ma tutta una serie di cose che col passare del tempo hanno subìto un notevole miglioramento. Innanzitutto, l'amalgama di squadra. Questo è un Bologna che inizia a conoscersi, a trovare i giusti meccanismi tra compagni, permettendo così ad alcune giocate - anche complicate - di andare a segno. Una squadra ricostruita da capo, aveva bisogno dei normali tempi tecnici di conoscenza, di oliare quei automatismi che ad inizio campionato, banalmente, non potevano essere fluidi come lo sono ora. Contestualmente a questo, c'è stata una progressione continua per quanto riguarda la condizione fisica. Alcuni giocatori non hanno effettuato la preparazione estiva (Maietta in primis) mentre altri solo in parte (Morleo si è infortunato e Cacia è arrivato a mercato inoltrato) e questo ha fatto si che la squadra non potesse girare a mille fin da subito, per via anche di una preparazione che Lopez potrebbe aver impostato a lungo termine, cioè che sia in grado di far girare le gambe del Bologna quando conterà davvero (da inverno in poi) e non immediatamente col rischio di crollare sul finire del campionato. Il Bfc ora corre, ma non è ancora al top e dovrebbero arrivare ulteriori miglioramenti. Il terzo step che ha portato alla svolta è stato poi il cambio di modulo. Questo Bologna con il 4-3-3 non era in grado di giocare, troppo solo Cacia e troppo impalpabili gli esterni per creare pericoli e comandare le partite, aspetto che ha messo sotto pressione l'inesperta difesa. Ora invece si percepisce ad occhio come Lopez abbia trovato la quadra con il suo classico 4-3-1-2, il suo schema principe, quello che sente di più e che gli ha fatto ottenere buoni risultati a Cagliari. Questi tre aspetti hanno portato la truppa a reagire dal punto di vista psicologico alle difficoltà, ora si scende in campo con uno spirito diverso consapevoli di essere tra le più forti del lotto. Immaginiamo che dopo la sconfitta interna con il Crotone la situazione non fosse questa. Il resto ce lo ha messo ora la nuova proprietà, ricreando quell'entusiasmo attorno alla squadra utile a galvanizzare ancora di più i calciatori, i quali ora si sentono apprezzati e ben voluti dal pubblico. Se il Bologna è primo, il motivo risiede nel mix perfetto che si è venuto a creare da Terni in poi. Quattro step che hanno permesso al Bologna di cambiare marcia. Così si va in A, senza essere troppo scaramantici. Si può davvero sognare.
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