Sul fatto che il Bologna stia disputando la sua peggior stagione da diversi anni a questa parte ci sono pochi dubbi e forse sono ancora meno quelli sui nomi dei responsabili di questo scempio. Il presidente Guaraldi e i suoi soci hanno però forse fortunatamente trovato l’anno giusto per distruggere la squadra visto che in Serie A c’è chi sta molto peggio. Per avere un panorama chiaro della situazione basti pensare che nelle ultime cinque giornate il Bologna ha conquistato cinque punti ovvero lo stesso bottino messo in cascina da Sassuolo, Livorno e Catania messe insieme nello stesso lasso di tempo. Già questo dato basterebbe forse a spiegare che in fin dei conti i rossoblù potrebbero soltanto suicidarsi per riuscire a sprofondare in Serie B, ma per una volta proviamo a cambiare prospettiva e ad analizzare la situazione dal punto di vista delle altre squadre a rischio.
Bologna: la mission impossible è retrocedere
Innanzitutto c’è il Catania, ex modello di gestione che abbinava virtuosismo finanziario a conoscenza tecnica ma che si è visto tradito proprio dal presidente Pulvirenti. Forse ispirato dall’operato di Guaraldi, il numero uno etneo ha devastato la rosa in sede di mercato condannando di fatto la sua squadra alla retrocessione già nel girone d’andata. A poco sono serviti gli innesti suo mercato di gennaio visto che il Catania appare tuttora come una formazione senza senso né identità ormai lontana già 8 punti dal Bologna e con la peggiore differenza reti complessiva del campionato pari a -34. Il calendario propone ai siciliani due sfide impossibili contro Sampdoria e Roma che potrebbero sancire la matematica retrocessione ancora prima della trasferta in terra emiliana alla penultima giornata in cui anche un successo potrebbe non servire a nulla.
Cinque punti sopra troviamo la coppia formata da Sassuolo e Livorno che invece coltiva ancora ragionevoli speranze in virtù di una classifica non del tutto compromessa. Partiamo dai neroverdi che hanno perso praticamente un mese a causa dell’esonero di Di Francesco e solo con il rientro del tecnico pescarese hanno ritrovato un minimo di compattezza. Il mercato intanto però aveva già rivoltato la rosa e trovare nuove dinamiche è stata un’operazione complessa non ancora del tutto conclusa. Il risultato è l’altalenanza dei risultati che, nonostante un leggero miglioramento, vedono ancora un numero troppo elevato di sconfitte e di gol subiti. Il -30 di differenza reti, paragonato al -24 del Bologna è davvero un gap notevole da colmare anche se gli scontri diretti vedono il Sassuolo in vantaggio. La prossima sfida contro il Chievo sembra decisiva visto che nelle due successive contro Juventus e Fiorentina appare davvero impossibile pensare di fare anche solo un punto: arrivare alla penultima giornata ancora a quota 25 vorrebbe dire essere retrocessi.
Ecco quindi il Livorno, squadra di Serie B che ha provato a confrontarsi con la massima serie senza grossi cambiamenti e che ha pagato l’inesperienza della rosa e del primo tecnico Nicola. Con Di Carlo il cammino è diventato più sicuro, ma i punti persi per strada restano davvero tanti e l’irrisolta fragilità difensiva compensa in negativo la qualità di gioco prodotta dal reparto offensivo che è il migliore delle ultime sette squadre di Serie A. La differenza reti pari a -28 è ancora un gradino non insormontabile rispetto al Bologna con cui i toscani hanno un doppio scontro diretto in perfetta parità. La vera condanna del Livorno però sembra essere il calendario che vedrà gli amaranto incontrare ben quattro squadre attualmente in lotta per l’ingresso in Europa League che quindi non si potranno permettere passi falsi.
Per chiudere il cerchio di questa analisi che, a meno di stravolgimenti al momento impensabili, non può riguardare Chievo e Cagliari, appare curiosa in particolare la situazione della Fiorentina che incontrerà nell’ordine Bologna, Sassuolo e Livorno candidandosi quindi a vero e proprio arbitro della lotta salvezza. La squadra di Montella, impegnata anche nella finale di Coppa Italia contro il Napoli, è però sinonimo di correttezza e sportività e quindi nessuno potrà attendersi favoritismi. Soprattutto il Bologna che, con tre punti di margine sulle inseguitrici, ha il proprio destino in mano.
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