Come riportato da Repubblica, in un pezzo a firma di Simone Monari, il Bologna Fc 1909 respira, di nuovo, o forse più di prima, il vento della crisi economico-finanziaria. Capitale sociale abbattuto di dieci milioni di euro, passando da 18 a 8. Secondo il quotidiano il buco è di dieci milioni: 6 nel 2011/2012 e 4 nel 2013. Le cause? Semplici. Il lievitare del monte ingaggi a cui vanno aggiunti tutti i premi corrisposti ai calciatori per i traguardi raggiunti per una cifra complessiva di 35 milioni di euro. Chiaramente aumentata rispetto alla stagione precedente. Da notare come Setti spenda 18 milioni di euro per la stagione corrente. Sotto la lente di ingrandimento finirà così ancora una volta Zanzi a cui i soci chiederanno conto dell'operato fin qui svolto nonostante Guaraldi continui a difenderlo a spada tratta. In questi casi entra in ballo anche il codice civile, per il semplice motivo che quando le perdite sono superiori ad un terzo del capitale sociale gli amministratori devono convocare l'assemblea per deliberare la riduzione dello stesso. Operazione necessaria per campare fino a giugno 2014. Questo porterà i 9.4 milioni investiti da Guaraldi a poco più di 4.5, perché ovviamente la metà di questi sarà bruciata. Rimane ancora in alto mare anche l'aumento di capitale, deliberato per 6 milioni di euro ma sottoscritto per 1.5 e versato per 600mila. Banale dire che a gennaio il mercato sarà all'insegna delle cessioni, col rischio che non si possa fare nulla in entrata.
Bfc in crisi, abbattimento del capitale sociale
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