di Manuel Minguzzi
Addio definitivo di Zanetti?
Che sia stato un piano ben congegnato per far alzare l'offerta agli americani, o semplicemente una inversione a u dell'ultimo momento da parte dei soci, non lo scopriremo mai. Fatto sta che l'avventura di Massimo Zanetti nel Bologna, con l'avvento americano, dovrebbe concludersi definitivamente. Lui che partecipò al salvataggio post porceddiano immettendo denaro fresco per quattro milioni, uno in più di quanto pattuito inizialmente assieme a Consorte. Un feeling però mai nato con i soci più piccoli che ha portato alle dimissioni da presidente dopo un mese e ad una serie di interviste pepate nel corso degli ultimi tre anni. Il ritorno in scena è stato dovuto al fatto che l'attuale compagine societaria era rimasta stretta all'angolo con i pugni chiusi incapace di reagire alle difficoltà economiche e non del tutto convinta dalla proposta americana. A quel punto, quando Guaraldi è tornato a Treviso con il cappello in mano, Zanetti ha avuto la conferma di tutto quanto dichiarato a mezzo stampa nell'ultimo periodo. "Non possono andare avanti, quando saranno acqua alla gola metterò altri 4 milioni di euro", sentenziò mister Segafredo in una delle interviste. Non è andata proprio così ma il piano di salvataggio prevedeva più o meno un intervento graduale nelle casse del club e non in quelle dei soci che invece ora percepiranno una liquidazione di circa 4.1 milioni, con gli americani che toglieranno loro il peso dell'albergo di Carlo Forte (balla un mutuo proprio di 4 milioni) abbuonando anche i 2.2 milioni che la controllante doveva versare nel Bfc. La differenza con Zanetti (zero euro ai soci) è abissale e per questo si è deciso di perseguire la strada americana. Di conseguenza, con Zanetti silurato due volte, la storia tra il ricco ma non scemo imprenditore trevigiano e il Bologna finisce qui. Almeno per il momento.
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