Scheda tattica: ecco Juventus-Bologna

Scheda tattica: ecco Juventus-Bologna

di Redazione TuttoBolognaWeb, @TuttoBolognaWeb

La gara di domani pomeriggio a Torino si presenta sicuramente come la più complessa della stagione dal punto di vista fisico, tecnico e tattico per il Bologna. La Juventus infatti non solo gode di individualità nettamente migliori ma anche di un impianto di gioco collaudato che porta ottimi risultati ormai da tempo. Nello scontro tra i 3-5-2 di Conte e Ballardini appare evidente che ogni singolo duello penda palesemente a favore degli uomini in bianconero soprattutto per quanto riguarda gli interni di centrocampo mentre invece sulle fasce si può pensare di studiare qualche soluzione interessante grazie al supporto di uno tra Kone e Cristaldo. Isla infatti non è un cliente così irresistibile per Morleo mentre Asamoah non ha le vere e proprie movenze dell’esterno e Garics potrebbe provare ad infastidirlo puntando sulla tecnica. Il Bologna però, se vorrà pungere i bianconeri, dovrà essere bravo e cinico nello sfruttare ogni singolo errore prima che le maglie difensive avversarie si richiudano ermeticamente: orchestrare contropiedi rapidi e precisi è la chiave per impensierire la Juventus. Non è possibile pensare di andare a Torino per difendere il pareggio e consentire un assedio nella propra trequarti campo e per questo motivo il baricentro del Bologna dovrà essere piuttosto alto con le linee compatte ma ben distanziate. In particolare i tre difensori di Ballardini dovranno essere bravi a non uscire sul movimento verso il centrocampo dell’attaccante juventino che punta a liberare spazio alle sue spalle per l’inserimento dell’esterno e della mezzala. Creare un buco diventa letale perchè a quel punto Pirlo si trova sempre con almeno due opzioni di passaggio in posizione vantaggiosa. La mediana guidata da Pazienza inoltre dovrà fare grande attenzione a non farsi sporcare le linee di passaggio dal pressing bianconero cercando di ostacolare invece quelle della Juventus ed in particolare di Pirlo su cui però è presumibile che Ballardini decida di non impostare una vera e propria marcatura a uomo, tattica che non rientra nella storia del tecnico ravennate che preferisce non sacrificare mai uno dei suoi undici uomini su un solo avversario per quanto pericoloso. Partita quindi difficilissima più di qualsiasi altra, ma l’attenzione tattica può sempre riempire il gap tecnico.

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