Delio Rossi in Conferenza: “Loro hanno cambiato molto, noi abbiamo fatto una rivoluzione”

Delio Rossi in Conferenza: “Loro hanno cambiato molto, noi abbiamo fatto una rivoluzione”

L’allenatore Delio Rossi alle 13.45 si è presentato presso la sala stampa del centro tecnico Niccolò Galli e si è messo a disposizione dei giornalisti per le consuete domande in vista della partita di domani contro il Palermo.

Avrebbe preferito incontrare un’altra squadra in questo momento, dato che il Palermo come noi è costretto a fare punti?
“In questa categoria non puoi fare questi ragionamenti, se non era il Palermo era un’altra squadra. Dobbiamo unire l’utile al dilettevole, più cinici e meno belli”.

In queste prime sette giornate avrebbe cambiato qualcosa?
“Nei momenti topici veniamo un po’ meno, molte volte siamo una mano aperta che quando si chiude diventa un pugno, altre volte la lasciamo aperta e diamo solo deboli schiaffi; siamo sempre 5 dita ma dobbiamo chiuderci a pugno più spesso”.

Come sta andando il recupero degli infortunati?
“Donsah viene da un lungo infortunio, è disponibile, poi sarò io a decidere se schierarlo o meno in campo. Anche Ferrari ha recuperato, terrò conto di tutto, poi sceglierò la formazione più logica. L’allenatore mette sempre in campo la formazione che pensa sia più idonea per la partita”.

Adesso che i laterali diciamo “titolari” sono tornati (Mbaye e Krafth) manterrà comunque Ferrari in quel ruolo?
“In quella posizione l’hanno convocato in Under 21, quindi lo ritengono idoneo per quella posizione, è cresciuto molto sotto quel punto di vista; molti giocatori cambiano posizione, lo stesso De Rossi spesso gioca da centrale, Florenzi adesso fa il terzino. L’allenatore non inventa nulla, è in base alle situazioni che i giocatori si devono mettere a disposizione della squadra”.

“Noi possiamo stare qui delle ore a parlare, ma noi dobbiamo parlare sul campo, tutto quello che possiamo fare, sia nel bene che nel male, lo dobbiamo fare sul rettangolo verde”.

Siamo ultimi in classifica ma comunque c’è grande tranquillità da parte dei tifosi bolognesi, clima più sereno di altri anni, questa condizione può aiutare o magari avere l’effetto opposto?
“Dipende dal gruppo che stai allenando, se questo è abituato alle pressioni ha un senso cercare di spronarli con le critiche, nelle grandi piazze ci sono giocatori abituati. In questa circostanza abbiamo giocatori alla loro prima esperienza che devono forgiare ancora questo carattere, addossarli troppe responsabilità produrrebbe l’effetto opposto”.

Lei ha parlato con Destro in questa settimana e cosa gli ha detto?
“Io parlo con lui come con gli altri. Questo è fondamentale da capire: io valuto i miei attaccanti per quello che danno alla squadra poi vedo quanti gol fanno, è una cosa secondaria.
Io pretendo di più da chi può dare di più”.

In questi giorni Zamparini ha definito Iachini “un suo amico”, come descriverebbe il suo rapporto con il patron dei rosanero? Siete amici?
“Per essere amico di qualcuno devi essere paritario a lui, non ci deve essere differenza soprattutto nei ruoli, io sono un dipendente; non bisogna confondere l’amicizia con la stima.
Zamparini è un presidente molto legato e appassionato alla sua squadra, molte volte non è abituato a qualcuno che la pensa in modo diverso da lui. Io ho sempre avuto grande rispetto di Zamparini.
Sono stato forse il più longevo allenatore a sedere sulla sua panchina, lo devo solo ringraziare dal punto di vista professionale, è stata sicuramente una bellissima esperienza, posso parlare solo bene del mio rapporto con Zamparini”.

Come valuta il Palermo attuale?
“Ha cambiato molto rispetto all’anno scorso, ha perso due o tre punti di riferimento, con una squadra molto giovane. Non possiamo fare parallelismi con la nostra situazione, loro è vero che hanno cambiato molto ma noi abbiamo fatto una rivoluzione. Il telaio loro l’hanno mantenuto.
Qui si è fatta una scelta diversa, spero che molti di questi ragazzi possano essere il nucleo per il futuro di questa squadra”.

Cavani è il più forte attaccante che lei abbia mai allenato?
“È un attaccante completo, l’ho allenato molto giovane, dal punto di vista fisico e atletico è il migliore che abbia avuto, un attaccante sopra alla media. Ai miei tempi non era così incisivo.
Non ero d’accordo con Zamparini sulla vendita di Cavani non in generale, non lo avrei dato al Napoli perché ai tempi il Napoli valeva il Palermo. Ma conosco le dinamiche calcistiche”.

In questo periodo come si è rilassato?
“Nel momento in cui le cose non vanno, io non penso che sia colpa di altri, le difficoltà devono essere un’opportunità, devo cercare di impegnarmi al meglio e fare di più. Ma non ho mai pensato di addossare le colpe sugli altri. Per rilassarmi leggo molto poi però devo fermarmi perché mi viene in mente uno schema e devo scriverlo immediatamente; sul comodino sempre una penna, un foglio e un libro”.

Quando ha detto “dobbiamo fare risultato” cosa vuol dire?
“In questo caso “fare risultato” vuol dire che dobbiamo diventare squadra, come avevo detto prima la storia della mano, dobbiamo unirci, diventare un pugno; certo muovere la classifica è un bene, ma io in campo vorrei vedere una squadra domenica, prima di tutto”.

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