Zaccaria Masina: “Io e mio fratello siamo molto uniti”

Zaccaria Masina: “Io e mio fratello siamo molto uniti”

Intervista al fratello di Adam Masina, Zaccaria, ai microfoni della trasmissione radiofonica “Passione Rossoblù”, dove parla del loro rapporto, del suo libro in uscita e di tanto altro ancora.

di Amos Segal

Oggi pomeriggio Zaccaria Masina, fratello del celebre Adam, che difende i colori del Bologna in Serie A, è intervenuto alla trasmissione “Passione Rossoblù” su Radio Nettuno. Non solo fratello di un calciatore famoso, ma anche scrittore, Zaccaria ha presentato la sua prima opera letteraria: “Il libro si intitola “Esco dalla plebe”, a chi lo legge spero possa ispirare questo sentimento. Sono 100 pagine, c’è la poesia perchè sono sempre stato sintetico, vorrei dare immagini e lasciare che il lettore si facesse il suo viaggio”.

Zaccaria, poi precisa una cosa importante riguardo l’arte dello scrivere: “La reale differenza tra un artista ed uno che vuole farsi solo vedere è che quest’ultimo ti vuole portare dove vuole lui, evita il confronto e ti porta dove si sente più sicuro. Io, invece, ti porto dove ho i miei difetti, non ho la pretesa che alla gente interessi la mia situazione, ma voglio raccontare la vita mia e di mio fratello”.

Parlando del fratello, Zaccaria dice: “Prima che come calciatore, vorrei che lo si conoscesse un po’ di più come persona. La notorietà di mio fratello la vivo normalmente: ho sempre avuto la consapevolezza che sarebbe arrivato, lui era proprio deciso. Non credo avrebbe potuto fare nient’altro che il calciatore, era fissatissimo dall’età di tre anni”. Un’altra questione interessante che gli viene posta è quella delle emozioni condivise con il fratello nel corso di questa sua fase iniziale della carriera: “Quando giocava nelle giovanili ed aveva già una certa notorietà, gli fecero un’intervista intitolata ‘Il nuovo mini-Balotelli’ e lì mi sono emozionato. Nei confronti del mondo del calcio nutro una certa diffidenza, un giorno sei al top e quello dopo flop e poi nel mondo del calcio ci sono persone che non capiscono molto di calcio”.

Ricorda poi un divertente aneddoto famigliare: “Dopo Bologna-Udinese, Adailton fece il gol della vittoria su punizione, dopo la partita andammo in centro con la famiglia e con il mio super-amico d’infanzia e vedemmo proprio Adailton: fui abbastanza rompiscatole, ma da qui nasce il paradosso che ogni cinno può diventare quello che idolatrava”. Tornando a parlare del fratello e delle emozioni, non si può non parlare delle reti in Serie A: “Il gol di Adam che mi ha emozionato di più è stato quello con la Roma. E’ stato il secondo, una conferma dopo quello di Modena”. Quanto alla fedeltà ai colori rossoblù espressa in passato durante un’intervista televisiva, Zaccaria dice: “Adam esprime sempre questo desiderio di affermarsi a Bologna, è da un paio d’anni che parla della fascia di capitano”.

Conclude, infine, parlando anche di un momento poco felice e di certe pessime mode emerse sui campi di gioco: “La partita in cui ho visto mio fratello meno felice è stata l’anno scorso dopo il 3-0 contro il Carpi con i tifosi di casa che insultavano, il calcio per questo non mi piace. Secondo me il calcio non è né razzista, né omofobo. Quando la gente ti vuole offendere, cerca il modo più veloce, come il mestiere della madre ed altre offese genericamente becere”.

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