Tazzioli: «Diawara? Il nuovo Desailly. In estate lo proposi a Mancini»

Tazzioli: «Diawara? Il nuovo Desailly. In estate lo proposi a Mancini»

Nato in Guinea ma cresciuto in Italia, il centrocampista rossoblù Amadou Diawara è stato lanciato appena un anno fa a San Marino dall’esperto tecnico toscano Fabrizio Tazzioli.

Il classe ’97, come ricorda Tazzioli sulle pagine del Corriere dello Sport – Stadio, era un predestinato. «Gennaio dell’anno scorso, da qualche mese alleno il San Marino, vedo questo ragazzo in allenamento e penso: è un fenomeno, facciamolo giocare. Manca il tesseramento. Mi dicono che è con noi dall’estate, ma le carte per tesserarlo non ci sono. È dura, per un ragazzo ancora minorenne allenarsi e non giocare. Un giorno lo vedo arrivare al campo, ha la testa cassata sulle spalle, porta su di sé tutta la delusione del mondo. Gli faccio: Amadou, dopo il buio arriva sempre la luce e per te sarà splendida. Mi fa un sorriso, è in quel momento che Amadou Diawara comincia ad essere un calciatore. Educato, sicuro di sé, più in campo che fuori. Viveva in un appartamento a Bellaria con un compagno di squadra, molto l’ha aiutato il suo agente, Robert Visan».

Il guineano naturalizzato italiano, che in poche partite è riuscito a soffiare il posto al più esperto Crisetig, si esprime al meglio da regista, ma in passato ha giocato anche da difensore centrale. «Play davanti alla difesa, a certi giocatori viene naturale mettersi lì. All’inizio l’ho provato anche difensore centrale, gli facevo impostare l’azione; ma da play rende di più. Vede il gioco in anticipo, è pulito di testa, fa sempre la giocata giusta. Nella fase di possesso è una garanzia, è migliorato anche nel lancio, ho visto domenica come ha messo Destro davanti alla porta di Reina. E ha una personalità che spaventa. Diawara è Desailly, meno forza fisica, più qualità nei piedi, ma ha la stessa presenza importante in campo».

In inverno il viaggio fino a Bologna per convincere il ds Corvino a puntare su 18enne di San Marino. «Andai da Corvino a febbraio, Diawara aveva giocato poche partite e il direttore si era appena insediato a Casteldebole. Ci andai con Farnedi, il preparatore atletico, che conosce bene Corvino. Pantaleo aveva già adocchiato Diawara, ha la vista lunga, ma si era sparsa la voce di questo ragazzo fortissimo e già arrivavano le prime richieste dei grandi club; tanto che il presidente del San Marino, Mancini, mi disse: forse è meglio se non lo facciamo giocare così lo teniamo nascosto… No, feci io, credimi: lo facciamo giocare e questo lo rivendi a un prezzo più alto. È andata proprio così. A Corvino dissi: prendi anche Sensi. Ma il ragazzo era del Cesena, era tutto più complicato».

Se non fosse arrivato in Emilia Diawara sarebbe potuto finire all’Inter. «Mandai un sms a Roberto Mancini: prendi Diawara, è fortissimo. Mi rispose che stavano chiudendo con Kondogbia. Ok, ci sta, ma magari adesso lo ricomprano per venti milioni…».

Bologna tappa ideale per crescere e diventare un calciatore maturo, in futuro però, conclude Tazzioli, il numero 21 rossoblù potrebbe giocare in Inghilterra. «Ora Bologna è perfetta per lui, ma è chiaro che questo ragazzo tra un paio d’anni lo vedremo in un top club della Premier League, da lì non scappa».

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