Saputo sullo stadio: “Puntiamo al restyling, vogliamo cambiare il modo di vedere la partita”

Saputo sullo stadio: “Puntiamo al restyling, vogliamo cambiare il modo di vedere la partita”

Le parole del presidente rossoblu.

Il chairman Saputo in un’intervista concessa a Stadio ha analizzato la situazione legata ai diritti tv. Ecco le sue parole: “La redistribuzione dei diritti tv dovrà essere fatta in maniera più meritocratica. Il problema non riguarda solo il Bologna, ma la crescita complessiva di tutto il calcio italiano. Dobbiamo lavorare per rendere scalabile il sistema. La grande differenza con la MLS è che qui in Italia c’è tanta passione mentre là si fa business. Negli USA le decisioni sono prese per il bene comune mentre qui per l’interesse di quella o questa squadra”.

Ha parlato anche del progetto stadio: “Ci interessa cambiare le modalità di fruizione dell’evento partita. Dobbiamo creare un’esperienza per i nostri tifosi. Prima bisogna pensare all’aspetto emotivo poi a quello finanziario. L’obiettivo è il restyling del Dall’Ara. Sappiamo che la ristrutturazione non ci darà il 100% di quello che vogliamo ma va bene anche il 90% se rimarremo nella nostra casa. Anche questo vuol dire avere una storia, una tradizione, delle radici”.

La sua filosofia di lavoro: “Io non sono esperto in tutti i settori, voglio gente con competenze specifiche esperta nel suo mestiere. Non c’è niente di male ad avere intorno gente migliore di te. Non direi mai a un allenatore o a un ds cosa deve fare, quello è il suo campo”.

Sempre più solido il rapporto tra Montreal e Bologna:Noi in Canada abbiamo tanto da imparare sul piano tecnico. Guarderemo a Bologna per far crescere il settore giovanile. A novembre ad esempio verrà qui a Bologna un diciassettenne ivoriano cresciuti in Canada che si allenerà con la Primavera rossoblu, un buon prospetto. I tecnici del Bologna lo valuteranno e ci diranno se è giusto l’investimento che abbiamo fatto a Montreal. Invece a livello amministrativo in Canada siamo più avanti e possiamo insegnare all’Italia che una partita può essere entertainment”.

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