Roberto Donadoni, il quinto ct e allenatore rossoblù

Roberto Donadoni, il quinto ct e allenatore rossoblù

Per la quinta volta nella storia del club rossoblù, arriva un ct con esperienza sulla panchina azzurra ed un palmarès davvero invidiabile (da “Il Resto del Carlino”).

Amos Segal

Per la quinta volta nella storia del club felsineo, un allenatore ha esperienza in nazionale.

Roberto Donadoni, in precedenza, ha allenato la nazionale azzurra dal 2006 (dopo il trionfo mondiale di Lippi in Germania) al 2008 (eliminato ai rigori dalla Spagna poi campione d’Europa).

Il primo fu Giuseppe Ferruccio “Gipo” Viani, in due tempi, nel 1958 (la cocente eliminazione nelle qualificazioni ai mondiali patita con l’Irlanda del Nord a Belfast il 5 gennaio) e nel 1960 per pochi mesi, prendendo poi le redini della nazionale olimpica che, grazie a lui, conquisterà il quarto posto a Roma.

Viani, aveva allenato il Bologna precedentemente (dal 1952 al 1956), centrando un quarto posto in campionato ed i quarti di finale della Mitropa Cup nella stagione 1954-1955.

Il secondo, in ordine di tempo, fu Alfredo Foni, campione del Mondo da giocatore nella nazionale del 1938 di Vittorio Pozzo che si impose in Francia, olimpico nel 1936 in Germania e che finì ad allenare gli azzurri dal 1954 al 1958, un’epoca oscura, segnata dalla cocente eliminazione al primo turno nel mondiale elvetico e il “disastro di Belfast” che segnò la mancata qualificazione alla competizione iridata svedese (unico caso finora nella storia azzurra).

Con l’allenatore friulano il Bologna arrivò decimo in serie A nella stagione 1958-1959 e raggiunse i quarti di finale della Coppa Italia.

Dopo Foni fu il turno di Edmondo “Mondino” Fabbri, che ereditò la guida della nazionale italiana nel 1962, dopo la terribile esperienza nel mondiale cileno (la famosa “battaglia di Santiago” piena di colpi proibiti sferrati dai giocatori sudamericani agli azzurri e lo scandaloso arbitraggio dell’inglese Ken Aston, uguagliato poi da Byron Moreno nel 2002 negli ottavi di finale del mondiale nippo-coreano). Non si può certo dire che al tecnico ravennate (nativo di Castel Bolognese) andò meglio che a Viani e Foni sulla panchina azzurra: partecipante al mondiale inglese del 1966, vinse la partita d’esordio sul Cile per 2-0, ma finì poi per perdere 1-0 con l’Unione Sovietica e, con lo stesso risultato, contro i dilettanti della Corea del Nord, con il tremendo infortunio a Bulgarelli e la defenestrazione di tutti i giocatori rossoblù nel giro della nazionale.

Alla guida del Bologna (dal 1969 al 1972) andò sicuramente meglio, dato che si aggiudicò la prima Coppa Italia della storia (1970) e la prima Coppa di Lega Italo-Inglese (1971), mentre la migliore posizione in serie A fu il quinto posto nel campionato 1970-1971.

Il quarto fu il grande e compianto Fulvio Bernardini, l’allenatore del settimo scudetto e del “così si gioca solo in Paradiso”, che a differenza dei predecessori finì in nazionale dopo le glorie rossoblù (allenò il Bologna dal 1961 al 1965, vincendo, oltre al campionato 1963-1964, anche la prima Coppa Mitropa nel 1961). L’allenatore romano condivise la panchina azzurra con Enzo Bearzot (futuro campione del Mondo) dal 1974 al 1977. Da giocatore conquistò il terzo posto nell’olimpiade olandese del 1928.

Roberto Donadoni, come giocatore del Milan, può vantare cinque scudetti (1987-188, 1991-1992, 1992-1993, 1993-1994 e 1995-1996), tre Coppe dei Campioni (1988-1989, 1989-1990 e 1993-1994), quattro Supercoppe Italiane (1988-1989, 1992-1993, 1993-1994 e 1994-1995), tre Supercoppe UEFA (1989-1990, 1990-1991 e 1994-1995) e due Coppe Intercontinentali (1989-1990 e 1990-1991). Con la nazionale maggiore, invece, ha conquistato il terzo posto nel mondiale italiano del 1990 (vittoria sull’Inghilterra per 2-1 nella “finalina” a Bari) e la medaglia d’argento nel torneo statunitense del 1994, conclusosi con i rigori fatali contro il Brasile.

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