Parma, Tardini a rischio inagibilità

Parma, Tardini a rischio inagibilità

La grave situazione economica in cui versa il Parma potrebbe avere effetti sconvolgenti non solo sul piano sportivo, ma anche su quello pratico. L’azienda municipalizzata dei servizi aveva già disposto che venisse interrotta l’erogazione d’acqua al “Trardini”, per via di un insolvenza del Parma calcio. Decisione che avrebbe reso inagibile lo stadio e quindi avrebbe reso impossibile giocare il match di Domenica prossima Parma – Chievo. L’allarme sembra rientrato, poiché, a quanto pare, la nuova società si è incaricata di saldare il conto. Se il “Tardini” è salvo non si può dire altrettanto per la squadra, al momento il fallimento sembra inevitabile, specie nel caso in cui il prossimo 16 febbraio la proprietà non versi le mensilità arretrate ai dipendenti. Un mese più tardi i giocatori potranno mettere in mora il club e dopo altri venti giorni andarsene a parametro zero. A quel punto la fine sarebbe dietro l’angolo. Se il fallimento arrivasse a termini di iscrizione al prossimo campionato già scaduti, i ducali dovranno ripartire dalla Terza Categoria o dalla Serie D. Se invece prima di allora dovesse profilarsi un nuovo acquirente in grado di saldare i debiti, il Parma sarebbe salvo e il club potrebbe iscriversi al campionato di competenza. A Parma gira voce tra i tifosi che la cessione da Ghirardi a Taci sia solo di copertura e che si stia addirittura pensando di snellire la rosa da parte della società con un comportamento sconsiderato che porterebbe i giocatori dai contratti più pesanti ad andarsene. In questo modo si snellirebbe la struttura ripartendo poi dalla B. Chissà, di sicuro non tira una bella aria in quel di Parma. 

 

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