Parla Scantamburlo, colui che scoprì Del Piero, Rossettini e Gastaldello

Parla Scantamburlo, colui che scoprì Del Piero, Rossettini e Gastaldello

“Ho scoperto io Luca Rossettini”. Vittorio Scantamburlo, padovano doc, ne va davvero fiero. E’ arrivato all’età di 85 anni e la lista dei calciatori da lui scoperti è lunghissima e vanta nomi di tutto rispetto, dal già citato Rossettini, a Gastaldello fino ad arrivare al più famoso Alessandro Del Piero.

“Una volta il calcio si faceva nelle piazze -racconta a Stadio- e negli oratori. Non c’erano invidie, andavi a chiedere e la gente era contenta”.

A proposito di Rossettini, Scantamburlo racconta di come notò il calciatore: “Ho scoperto Luca quando aveva 10 anni. Giocava in una parrocchia, con l’Arsella, un quartiere di Padova. L’ho visto e l’ho subito portato al Padova. Con noi ha fatto tutta la trafila, poi a ventidue anni è finito in serie A”. Inoltre afferma come Luca avesse, fin da piccolo, importanti qualità fisiche: “Gran combattente. Magari tecnicamente doveva migliorare ma l’agonismo non gli è mai mancato. Da ragazzino però era troppo buono”.

Rossettini rappresenta per lui una grande soddisfazione: “Mi ha mandato la sua maglia, l’ho appesa nel mio studio. Poi tengo le pagine dei giornali dove lui ha parlato di me”.

Scantamburlo racconta anche di Gastaldello. Daniele giocava nel Reschigliano ma non fu facile prenderlo. “C’erano state molte incomprensioni tra le società della zona -racconta- dopo, per fortuna, ce l’abbiamo fatta. Daniele aveva una volontà incredibile, era sempre il primo bambino ad arrivare agli allenamenti”. 

Del Piero lo notò subito: “Era il 10 novembre 1987, la partita si giocava sul campo del San Vedemiano. C’era questo ragazzino, avevo capito immediatamente. Mi aspettavo che fosse un calciatore di talento, ma poi c’è tutto il resto. Mi sono tenuto l’articolo in cui Alessandro diceva di non ritirare la sua maglia per far si che quella diventasse il sogno di altri bambini. Fa capire tante cose”.

Scantamburlo ha ricevuto delle grandi soddisfazioni: “Ad esempio Alex mi ha riconosciuto come suo scopritore e Rossettini mi ha definito “Mitico Vittorio”. Sembrano sciocchezze ma a 85 anni, quando non c’è più passato alle spalle, sono cose che contano”. 

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