Parchi, laghetti, ristoranti: il progetto della nuova vita del Dall’Ara

Parchi, laghetti, ristoranti: il progetto della nuova vita del Dall’Ara

Secondo Roberto Scannavini, l’architetto per 34 anni alla guida dell’ufficio centro storico del Comune, ristrutturare il Dall’Ara potrebbe costare di più che costruire un nuovo impianto. Affermazione importante che che ha riaperto il dibattito sul futuro dello stadio di via Andrea Costa.

Le parole di Scannavini hanno trovato consensi e c’è già chi ha provveduto alla realizzazione di un progetto riguardante il possibile nuovo uso dell’area ora occupata dal Dall’Ara. Si tratta dello studio di architettura e ingegneria Open Project (42 professionisti con sede nelle torri di via Zago, zona Stalingrado, firmate da Enzo Zacchiroli) che ha messo a punto, in collaborazione con lo studio Blooms, un progetto in grado di trasformare di 360 gradi la storia e l’identità della struttura.

L’idea, come si vede in foto, è quella di salvare la struttura originaria dello stadio, torre di Maratona compresa, costruendo, all’interno ed intorno a questa, un’area verde con parchi, laghetti, ristoranti, asili e percorsi sportivi. 

“Il riuso del Dall’Ara -hanno spiegato l’architetto Luca Drago e l’ingegnere Silvio Antonio Manfredini- smontando la struttura di Italia’90 è un’operazione non banale ma fattibile. I costi di gestione di una struttura  così riconvertita esisterebbero ma si tratterebbe di cifre in linea con quelle che già oggi il Comune spende per la gestione di un qualsiasi parco pubblico. Senza contare che un importante contributo arriverebbe dallo sviluppo di servizi per i cittadini (asili nido, residenze per anziani) e attività commerciali”.

Tutto ciò potrebbe essere possibile una volta accertato che la costruzione di un nuovo impianto risulterebbe più conveniente rispetto alla ristrutturazione. Secondo Manfredini e Drago, l’eventuale nuova struttura dovrebbe sorgere in una posizione che sia vicina ad autostrada, stazione e tangenziale e che sia circondata dallo spazio per parcheggi e e spazi commerciali di vario tipo. ” Nessuna mega struttura- precisano- l’importante è che si tratti di un impianto polifunzionale e aperto sette giorni su sette. Uno stadio lontano dalla città e aperto solo nei giorni in cui gioca il Bologna non servirebbe”.

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