Morandi ricorda Pavignani: “Il suo obiettivo è sempre stato il bene della squadra “

Morandi ricorda Pavignani: “Il suo obiettivo è sempre stato il bene della squadra “

A quasi un mese dalla scomparsa di Pavignani, figura storica per tutto l’ambiente rossoblù, è stata organizzata una cena dal club dedicato proprio all’ex presidente All’evento hanno partecipato alcuni giocatori, come Mimmo Maietta e Archimede Morleo, l’ex segretario Stefano Pedrelli e Gianni Morandi.

 Il cantante bolognese, grande amico di Pavignani, è stato il mattatore della serata e, davanti alle centoventi persone presenti, ha ricordato alcuni aneddoti della vita dell’ex presidente rossoblù, come la grande passione che li univa: “Ci siamo conosciuti al Bologna e siamo diventati subito amici. Per noi il Bologna è sempre stata solamente una passione e non avevamo nessun interesse che non fosse il buon andamento della squadra.” 

Ha raccontato anche l’episodio della firma per la fideiussione per l’iscrizione in B: “Serviva una delle nostre firme ed entrambi sapevamo che uno avrebbe dovuto farlo. Il giorno prima lo chiamo e gli dico, ma chi ci va? Abbiamo poi deciso di lanciare la monetina, dovetti andarci io.”

La compagine non riuscì poi a dare una solidità economica al BFC, questo perché, secondo Morandi, servivano tanti soldi e non si era più in grado di affrontare i nuovi aumenti di capitale.  “Guaraldi ha cercato di fare quello che ha potuto – spiega Morandi – Di errori ne ha fatti, forse non era contornato dai consiglieri migliori”.

Ora però sono arrivati gli americani: “Sono stati bravi a farsi voler bene dalla gente e siamo stati praticamente obbligati a cederla a loro. Ora stanno lavorando bene per il Bologna e la società è al sicuro.”

L’ultima domande è quella d’obbligo, quella che più aleggia nella testa di quasi tutti i tifosi rossoblù: Lopez si, Lopez no? Gianni Morandi la pensa così: “Il Bologna ha l’obbligo della seria A  mentre le altre no. E’ un peso e potrebbe anche condizionare giocatori e allenatore. Lopez ha lavorato bene, siamo secondi e bisogna sostenerlo.” 

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