LIVE TBW – Conferenza di presentazione del nuovo Ds Riccardo Bigon

LIVE TBW – Conferenza di presentazione del nuovo Ds Riccardo Bigon

La conferenza è terminata.

“Il fatto di essere stato messo in alternativa a Walter Sabatini è stato un onore, lo reputo un modello nella mia professione. Ho sperato che la cosa tra me e il Bologna si potesse concretizzare perché la soluzione Bfc era molto stimolante. E’ stato un mese di passione perché ci tenevo molto e di grande difficoltà verso il Verona con cui avevo due anni di contratto. Ho visto che alcuni giornalisti hanno parlato così tanto male di me che forse mi hanno fatto pubblicità”.

“Destro non è in discussione per qualità e investimento fatto. Investire su un giocatore simile a Mattia per poi essere relegato in panchina può non essere la scelta giusta”.

“Crisetig oggi è un patrimonio del Bologna, ma lo spazio lo dà la scelta dell’allenatore, i compagni di reparto e la situazione contingente. E’ in prestito biennale con diritto di riscatto, quindi non è che siamo nella condizione di decidere totalmente il suo futuro”.

“Una bella sorpresa che ho avuto in questi primi giorni da Ds è che Bologna piace a tutti. E’ appetibile. Oggi chi cerca buone soluzione ambientali e tecniche spinge per Bologna. Non mi sorprende se giocatori di livello che hanno avuto momenti difficili possano essere interessati a Bologna. Non dico che c’è una trattativa con Rossi, ma la chiacchiera si fa e si nota l’apprezzamento verso la piazza. Ben venga il suo gradimento e il nostro, facciamo un ragionamento a 360 gradi sulla qualità del giocatore ma anche sulle condizioni fisiche”.

“Il Bologna è migliorabile, abbiamo un gruppo di calciatori giovani su cui si è investito tanto e che vorremmo valorizzare. E’ stata un’annata altalenante, questo può frenare la crescita. Abbiamo già all’interno la possibilità di migliorare se questi ragazzi continuano un percorso, partendo dal ritiro con un allenatore che già conoscono. Miglioriamo con quello che abbiamo e cerchiamo di inserire qualcosa dal mercato. Per quanto riguarda il settore giovanile, il Bologna negli ultimi anni ha fatto bene, non è un settore allo sfascio. Diamo forza a chi ha lavorato per il Bologna e che ha questi colori sulla pelle. Diamo loro sostegno in tutti i modi possibili”.

“E’ stato un viaggio interessante quello in Canada. Non mi aspettavo un presidente, una famiglia e un gruppo così uniti e disponibili. Abbiamo di fronte un personaggio di alto profilo, il Bologna questo patrimonio deve tenerselo stretto. Poi la mentalità americana è fondamentale, mi ha chiesto di migliorare, ma non domani e nell’immediato. Si guarda a lungo raggio”.

“I Montreal Impact sono nostri fratelli, il presidente tiene all’unione tra queste due realtà. Ci sono cose diverse tra i due mondi ma è importante trovare una linea comune per aiutare loro a crescere come movimento. Da parte nostra c’è la disponibilità ad abbracciare una sinergia con loro”.

“Giaccherini è stato importante per il Bologna e non può non essere una nostra idea, stiamo valutando l’opzione di poterlo tenere. Il primo agente che ho chiamato è stato Valcareggi, abbiamo incontrato il Sunderland ma non è una situazione semplice per via dei costi. Stiamo valutando concretamente se ci sono le condizioni per portare avanti la cosa. Il giocatore ha dato disponibilità all’idea di restare ma non siamo entrati nei dettagli contrattuali”.

“La fase offensiva del Bologna che è stata un po’ un problema vorremmo migliorarla. Cercheremo di rifornire meglio gli attaccanti e di fare più gol”.

“Numericamente il sogno di ognuno di noi è avere la squadra fatta in ritiro. Alla fine nessuno riesce in questo, a fare l’operazione si è in tre. Spero di dare al mister tre pedine per il ritiro”.

“Non si può parlare di asse con altre squadre. C’è una conoscenza molto buona con i giocatori del Verona e il rapporto tra i club è solido. Dipende dai ruoli in cui c’è spazio tecnico per agire e dalle esigenze della squadra. Alcuni giocatori escono dai paletti e alcuni non sono priorità. Sicuramente qualche ragazzo interessante c’è, vedremo”.

“La storia di Donadoni parla per lui, è inutile che io racconti cosa ha fatto. Io ho sempre avuto un buon rapporto con tutti gli allenatori che ho avuto perché cerco di lavorare in condivisione. E’ un tecnico che stimo, che avevo contattato precedentemente per portarlo in una squadra in cui ho lavorato. Lo staffo lo conosco e ritengo sia di primissimo piano. Mi aspetto da loro un grande lavoro”.

“Non possiamo negare interessamenti di più club sia italiani che esteri. L’offerta ufficiale nero su bianco non è arrivata, un conto è la chiacchierata. Ci sono situazioni concrete ma nulla di deciso”.

“A Napoli sono stati sei campionati iniziati facilmente. Gli azzurri erano in Serie A da un anno e la rosa era facilmente migliorabile. Verona non ha avuto questa situazione di partenza. L’Hellas che si salva per due anni consecutivi è al top della sua possibilità tecnica, e poi ci sono state tante difficoltà su cui è inutile soffermarsi. Nonostante l’annata, il presidente si è detto contento del lavoro fatto”.

“Dobbiamo sviluppare gli investimenti fatti e migliorare la squadra. In alcuni reparti pensiamo ci sia più bisogno di altri, e ci sono delle regole legate alle liste che verranno presentate. Dobbiamo restare dentro paletti numerici. Dobbiamo avere lo spazio tecnico. In estrema sintesi 5-6 rinforzi ci possono stare, dentro questi numeri ci può essere il titolarissimo ma anche il giovane da lanciare. Sapete meglio di me  che ancora nulla è partito, è una fase di individuazione di obiettivi”.

Ancora Bigon: “I miei collaboratori sono Micheli, Zunino e Mantovani. Il lavoro più importante del Ds non è comprare ma sviluppare quello che di buono hai portato in casa. Ecco perché la condivisione  credo sia ormai indispensabile”.

“Un saluto a tutti e un ringraziamento. Il mio percorso è ormai lungo, il campo è quello che determina il valore del nostro metodo di lavoro. Qualsiasi cosa si dica preventivamente può essere smentito dalle sentenze del campo. C’è attenzione al calcio mondiale, abbiamo un controllo abbastanza appurato del talento che c’è in giro. L’attività di scouting è importante nel momento in cui la contestualizzi alle esigenze della squadra. Oggi il club ha la finalità di produrre e lanciare talenti”.

La parola passa al neo direttore sportivo Riccardo Bigon.

“C’è ancora un piccolo margine di manovra ma ridotto. Se nel caso arrivassero offerte sui livelli ottimali per poter cedere qualcuno dei nostri tesserati il budget verrebbe integrato e reinvestito. Questo fino al 2018, da lì in poi studieremo un nuovo piano. Per essere più ambiziosi ci servono strutture, stadio in primis, e un cambiamento della distribuzione delle risorse derivanti dai diritti televisivi”.

Ancora Fenucci: “E’ doverosa una ulteriore precisazione, sui media continuo a leggere cose riguardani a budget e obiettivi che non corrispondono alla realtà. Vogliamo migliorare il campionato scorso, proponendo un calcio divertente che consolidi il rapporto con i tifosi. Vogliamo portare più spettatori allo stadio Dall’Ara. C’è poi l’aspetto economico, ci siamo posti in maniera trasparente sulle risorse messe a disposizione. La proprietà ha investito i primi 40 milioni per la sicurezza del club e la permanenza in Serie A. Oggi il club ha costi superiori ai ricavi, perché vogliamo costantemente migliorare il livello tecnico della squadra. E’ un piano che l’azionista ha già destinato per questo percorso che finirà nel 2018. Non c’è spazio per budget diversi”.

L’introduzione è dell’amministratore delegato Claudio Fenucci: “Conosco e stimo Bigon ad tanto tempo, ha una metodologia moderna di interpretare il suo ruolo, legata alla condivisione con società e allenatore. I modelli passati non sono più praticabili, l’allenatore è parte integrante del percorso di valorizzazione delle risorse del club”.

Siamo in diretta dalla sala stampa dello Stadio Dall’Ara per la presentazione del nuovo direttore sportivo del Bologna Riccardo Bigon.

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