La parola agli ex: “Stagione senza emozioni e senza identità”

La parola agli ex: “Stagione senza emozioni e senza identità”

Tanti ex ieri hanno fatto il punto sulla stagione appena conclusa. Tante le critiche a giocatori e allenatore

Tanti  ex ieri, a Casalecchio di Reno e a Granarolo, si sono riuniti per ricordare alle nuove leve di tifosi che in passato ci sono stati dei Bologna che viceversa le emozioni le regalavano a piene mani.  Come riporta il Resto del Carlino, secondo loro, sono state le emozioni le grandi assenti di questa annata.

E’ stata un’annata mediocre, inutile nascondersi che ci si aspettasse qualcosa di più – ha detto Renato Villa, per tutti ‘Il Mitico’- Spero solo che adesso si continui nel solco dei giovani e non si torni alle filosofie del passato, quelle di arruolare calciatori a fine carriera a caccia dell’ultimo contratto. Personalmente preferisco soffrire, ma salvarmi con i giovani piuttosto che arrivare decimo con una squadra che però non ha futuro”.

Ancora più severo Paolo Stringara, ex mediano del Bologna di Maifredi: “Stagione senza emozioni e squadra spesso priva di un’identità”.
Anche l’ex capitano rossoblù Marcello Castellini non si discosta troppo: “Per la qualità della squadra credo che fosse giusto aspettarsi un rendimento migliore. Spero che questa stagione serva da monito per il futuro, perché si possa cercare di fare qualcosa di più importante”.

Franco Colomba osserva: “La continuità in panchina può essere un fattore importante. Se chi allena conosce già il gruppo è più facile che sappia dove mettere le mani. La stagione non è stata brillante, è vero, certe partite non sono state un bel vedere, ma la salvezza non è mai stata in discussione. Destro ha nelle sue corde la capacità di fare meglio, e ci deve riuscire”.

Marco Negri su Destro la pensa un po’ diversamente: “Se si vanno a vedere i numeri in carriera di Destro ci si accorge che ha sempre vissuto di grandi sprazzi, ma una stagione importante a livello realizzativo non l’ha mai fatta. Di buono c’è la solidità a livello societario, che è un’ottima base su cui costruire. A inizio stagione dissi che la squadra mi sembrava sexy, ma poi devo ammettere che il rendimento sul campo non è mai stato entusiasmante”.

Parole dolci per Saputo anche Pierluigi Di Già, infaticabile mediano del Bologna dei primi anni ‘90: “Stadio, centro tecnico, settore giovanile: Saputo sta ripartendo dalle fondamenta. Ed è una strategia che nel tempo porterà i suoi frutti”.

Giuseppe Anaclerio, in arte ‘Pepè’, guarda invece soprattutto all’anno che verrà: “Donadoni non si è dimostrato l’allenatore giusto per far crescere i giovani, ma visto che è stato riconfermato mi auguro che adesso i dirigenti lo ascoltino e costruiscano una squadra modellata sulle sue richieste. Così, se il prossimo anno sbaglierà, non avrà più alibi».

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