Il Dall’Ara c’è, l’Italia no: 2-2 con la Romania

Il Dall’Ara c’è, l’Italia no: 2-2 con la Romania

Splendida atmosfera al Dall’Ara che regala un palcoscenico di festa alla nazionale di Conte, gli azzurri non ne approfittano. Andone pareggia a due minuti dalla fine. Giaccherini resta in panchina

Per un attimo Bologna è tornata indietro nel tempo, quando Gabbiadini deliziava la platea felsinea con la maglia rossoblù. Il suo gol di testa a metà ripresa non è però bastato per regalare una vittoria alla nazionale di Conte raggiunta nel finale da Andone, abile nel sfruttare l’ennesima indecisione difensiva azzurra.

Senza Veratti e Pirlo l’Italia è apparsa priva di una guida in mediana, Soriano sottotono e Marchisio illuminante solo a tratti non sono riusciti a fornire quella qualità di gioco necessaria a scardinare l’arcigna difesa rumena. Conte ha ordinato di andare sugli esterni ma la manovra è diventata più fluida solo nella ripresa, quando gli azzurri sono riusciti a schiacciare con più continuità la Romania nella propria metà campo. Proprio con una bella giocata sull’out destro è arrivato il gol del due a uno e sempre dalla fascia è nato il rigore poi trasformato da Marchisio per il pari.

Anonimo primo tempo dunque, chiuso addirittura in svantaggio per via di una colossale ingenuità difensiva tra Darmian e Barzagli che ha spalancato le porte dell’area a Stancu. Piattone basso e uno a zero. Italia inibita, forse emozionata dopo gli accadimenti di Parigi ma di sicuro non la solita nazionale grintosa targata Conte. Meglio nel secondo tempo ma il problema difensivo appare lampante considerando la dinamica del pareggio nel finale. Dormita difensiva su calcio piazzato, Sirigu impreciso e patatrac servito. Gioia per i 5mila rumeni sugli spalti. Non per il c.t. che allarga sconsolato le braccia. I cambi hanno effettivamente scosso la squadra, soprattutto l’ingresso di Okaka ha aperto importanti varchi in avanti, esattamente quello che Pellè, partito ancora una volta titolare, non è riuscito a fare. Poi Gabbiadini, illuminante nel dare il via all’azione del gol e freddo nel concluderla solo a centro area. I suoi ex tifosi hanno goduto per lui, non per Giaccherini non utilizzato da Conte. Per il c.t. una settimana senza vittorie e con la consapevolezza di dover lavorare ancora tanto per rendere la sua squadra competitiva per l’Europeo di Francia. Note positive da El Shaarawy, ritrovato, da Florenzi, autentico motorino sulla fascia – chissà che non paghi qualcosa in termini di energie sabato – e Okaka. Con questa prestazione potrebbero aver ulteriormente scalato le gerarchie. Per chi è rimasto fuori diventerà dura scalzare chi già c’è.

Chi invece non ha deluso le attese è il Dall’Ara, inno italiano cantato a squarciagola come raramente si è visto negli altri stadi italiani e minuto di silenzio in cui non si è sentita volare nemmeno una mosca. Così si ricordano gli innocenti trucidati da un manipolo di pazzi furiosi armati di bombe e kalashnikov. Ventiduemila persone, un anticipo del colpo d’occhio che sabato accoglierà la ripresa del campionato e un’atmosfera calda coinvolgente come non si percepiva da tempo per una partita della nazionale. La miglior risposta alla tragedia di Parigi, una vera festa di sport per tutti. Bologna ha indossato l’abito azzurro da sera, sfoggiandolo con orgoglio e dedizione. Che spettacolo.

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