Il 4-3-3 nella storia calcistica Bolognese

Il 4-3-3 nella storia calcistica Bolognese

L’impressione che è poi diventata concreta realtà, è che durante la sessione estiva di mercato, ci sia stato un capovolgimento nei piani del Bologna. Si era iniziati a Giugno / Luglio cercando un trequartista per poi finire ad Agosto ad avere tra le mani due esterni d’attacco.

Se sia stata una volontà dettata dai costi dei giocatori (Praet primo fra tutti – richiesta della squadra belga intorno ai 10 milioni di euro – tra l’altro cercato anche dal Napoli per Gennaio in questi giorni) o per la mancata conclusione di alcuni colpi (caso emblematico quello di Quintero del Porto) o per la volontà di alcune squadre di blindare determinati calciatori (la Fiorentina con Josip Iličič), il Bologna ha dovuto cercare altrove e in altri reparti.

Si è deciso, sperando in accordo anche con l’allenatore (sarà lui poi a doverli mettere in campo), di varare un’altra opzione; preso quindi lo svincolato Franco Brienza per potersi comunque tutelare con un trequartista di esperienza in quel ruolo, puntare sugli esterni d’attacco.

Il mercato degli ultimi giorni ha proprio parlato di 4-3-3 in ogni suo aspetto.

Mattia Destro è il giocatore intoccabile là davanti, su di lui sono risposte le speranze del tecnico, della società e dell’intera tifoseria bolognese; è stato affidato a lui il compito di cacciarla dentro.

Servono però degli aiuti che in questo caso possono arrivare dalle fasce.

Sono tre i giocatori indiziati.

Filippo Falco, giocatore arrivato dal Lecce nella trattativa che ha portato (in prestito) alla squadra pugliese il talento classe 93′ Bálint Vécsei, ha fatto vedere già delle belle cose durante la partita contro il Sassuolo.

Emanuele Giaccherini e Anthony Mounier sarebbero poi i veri titolari nel 4-3-3 a fasce ovviamente invertite, per poter sfruttare, durante i lori inserimenti palla al piede, il piede preferito.

Non dimentichiamoci che altre neo promesse nella storia, anche recente delle Serie A, hanno mantenuto questo modulo dal passaggio dalla serie minore, ottenendo comunque ottimi risultati.

Si parla ovviamente di Sassuolo e Hellas Verona, allenate rispettivamente da Di Francesco e Mandorlini.

Inoltre il 4-3-3 sta tornado di moda tra le big (vi ricordate il motivo per cui Conte due anni fa aveva lasciato la Juventus? Fu il mancato arrivo di giocatori di spessore sulle fasce – come Juan Manuel Iturbe e Juan Cuadrado – con i quali avrebbe rivoluzionato la squadra verso il nuovo modulo).

Ora per essere competitivi in Europa anche le grandi di Serie A (Roma, Inter, Fiorentina, la stessa Juventus – è arrivato finalmente Cuadrado) stanno adottando il 4-3-3 e magari non sarebbe male poterle affrontare con coraggio e con schieramenti speculari.

Negli ultimi dieci campionati, A e B non fa differenza, gli allenatori seduti sulla panchina del Bologna hanno cambiato moltissimo le formazioni (o per scelta tattica o perché non riuscivano a far quadrare la squadra). In primis si è scelto il trequartista dietro le due punte, altri si sono avventurati (anche con un discreto successo vedi Pioli e Papadopulo) nella difesa a tre.

In questo lasso di tempo solo sue tecnici hanno utilizzato il 4-3-3 con tridente puro come sistema di base. Come riporta Stadio, lo fece Andrea Mandorlini in B, ed era un 4-5-1 mascherato (perché Antonazzo e Smit o Vignaroli, non erano esattamente adatti); lo fece successivamente Alberto Malesani nella stagione 2010-2011 in Serie A. Il primo 4-3-3 del suo Bologna (esordì in campionato contro la Lazio con un 3-4-1-2 alla seconda di campionato – alla prima con l’Inter c’era Magnani) fu alla quarta di campionato, battendo l’Udinese 2-1. Quel giorno giocavano Meggiorini e Gimenez esterni, con Di Vaio fulcro centrale dell’attacco (durante l’anno poi si sono visti anche nel ruolo di esterno Siligardi e G.Ramirez, usato questo più volte da Malesani come uomo tra le linee).

Con questo modulo Malesani è già salvo verso Febbraio (25 punti nel girone di andata), per poi trascinarsi per il resto del campionato in malo modo (disagi e colpe societarie non indifferenti).

L’ultima apparizione del 4-3-3 a Bologna è stata con il Bari, una sconfitta amara, 0-4 per i pugliesi (vi ricordate della tripletta dell’esordiente Grandolfo, ora alla Fidelis Andria?).

Ovviamente da dimenticare, mentre invece da ricordare quanto accaduto prima.

Questo sistema di gioco è sicuramente molto suggestivo per le implicazioni sulla manovra offensiva

e sul possesso palla. Si potranno vedere delle belle cose adottando questo sistema di gioco; le incursioni degli esterni, gli scambi con i laterali difensivi, i cross dalla trequarti per l’incornata vincente di Destro. I giocatori di questo Bologna sono perfetti per interpretare al meglio questo modulo, i tifosi quest’anno potranno togliersi qualche soddisfazione.

 

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