Guaraldi e la sua verità sul caso Diamanti

Guaraldi e la sua verità sul caso Diamanti

L’ex presidente rossoblù non si risparmia: “Lui ha voluto la Cina. Sono stato troppo buono con Diamanti, meritava solo la tribuna. Ha demotivato tutta la squadra”

Alino Diamani ha rescisso il suo contratto con il Guangzhou e ha sottoscritto un accordo biennale (con opzione per il terzo anno) con il Palermo.

Anche nel corso di questa estate si era parlato di un suo possibile ritorno al Bologna, ritorno che non si è poi concretizzato. Diamanti aveva lasciato i rossoblù nel febbraio del 2014 a fronte di un offerta milionaria proveniente dalla Cina e l’addio con la società non era stato dei migliori. Sopratutto il rapporto con Albano Guaraldi, l’allora presidente del club, era ai minimi termini.

Oggi, come si legge sul Corriere dello Sport Stadio, è proprio l’ex patron a parlare e a raccontare la sua verità.

“Sono due anni che taccio -ha detto Guaraldi- ma la continuità con la quale Diamanti accusa il Bologna per la sua cessione mi ha stupito. Lui è andato via di fronte ad un contratto milionario. La moglie piangeva e batteva i piedi perchè voleva andare in Cina. Io e il calciatore venimmo quasi alla mani quando lui scoprì che in un primo momento avevo rifiutato la cessione per motivazioni legate alle garanzie finanziarie della prima offerta”.

“Diamanti ha poi iniziato a demotivare tutta la squadra, a chiedere l’esonero di Pioli dopo ogni partita, ha fatto il lavaggio di testa a tutti i suoi compagni ed ha contribuito in maniera decisiva alla retrocessione”.

Un episodio: “Prima del Natale del 2013, prima dell’ultima gara del 22 dicembre contro il Genoa mi disse: vinciamo questa poi però Pioli va esonerato, altrimenti la prossima contro il Catania la perdiamo”.

Andò proprio così e Guaraldi licenziò Pioli. “Ho fatto un grandissimo errore. Colpa della fretta, della paura di avere un leader come Diamanti contro. Non ho avuto le forze per contrastarlo. Avrei dovuto essere più cattivo. Avrei dovuto usare il pungo duro e mandarlo in tribuna. Ho comunque pagato.”

Quando un giocatore vuole andare non puoi farci niente -ha detto anche Guaraldi- Ramirez arrivava svogliato e si allenava male, Diawara ha preso e se ne è andato. In questi casi c’è poco da fare, si può solo cercare di evitare danni economici per il club”.

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