ESCLUS. TBW – Bellugi: “Scegliere Bologna è stata la mia più grande fortuna. Se l’Inter sottovaluta i rossoblù sono dolori e su Donadoni vi dico che…”

ESCLUS. TBW – Bellugi: “Scegliere Bologna è stata la mia più grande fortuna. Se l’Inter sottovaluta i rossoblù sono dolori e su Donadoni vi dico che…”

Le parole, in esclusiva per la nostra redazione, di Mauro Bellugi, ex difensore fra le altre di Inter e Bologna.

di Francesco Bocchini

La redazione di Tuttobolognaweb ha intercettato in esclusiva il noto opinionista Mauro Bellugi, che da calciatore ha vestito le maglie fra le altre di Inter e Bologna.

Salve sig.Bellugi, come vede la sfida di sabato fra le sue due ex squadre?

Avendo militato in entrambe il mio cuore sarà diviso a metà. L’Inter, se gioca come ha fatto contro la Juve e contro il Palermo, sicuramente può vincere. Il Bologna, però, è rinato grazie a Donadoni, che ha portato entusiasmo nella piazza emiliana e ha saputo rivitalizzare una formazione in cui sinceramente credevo poco. I felsinei sono, inoltre, una sorta di ammazzagrandi, quindi massima allerta per i milanesi”.

In che modo la formazione ospite può impensierire la Beneamata?

Se i ragazzi di Mancini giocheranno con gli attributi, i rossoblù potranno essere neutralizzati, ma solo in quel caso. Parlando coi miei ex compagni di squadra ci siamo ricordati come ai nostri tempi bastasse indossare la maglia nerazzurra per incutere paura negli avversari. Oggi, invece, non è più così: se non ti impegni non puoi pensare di portare a casa il risultato. Tutti i giocatori del Bologna sono pericolosi perché vorranno fare bella figura, tra l’altro ci sono degli ex col dente avvelenato”. 

Cosa ci può dire di Donadoni? Quale può essere il suo futuro?

“Roberto è un grande amico e una persona straordinaria. Non capisco come mai non sia mai stato preso in considerazione dalle grandi società. E’ un allenatore che può fare bene dappertutto, al Milan in primis, dove ha segnato la storia: il suo sogno è quello di tornare in rossonero. Lui al posto di Conte sulla panchina azzurra? Non credo sia interessato alla Nazionale, perché il suo obiettivo è lavorare in un club. Lo vedo bene all’estero; può ripercorrere la strada di Ancelotti e Capello”.

Il Bologna può lottare già dal prossimo anno per l’Europa? 

“L’obiettivo può essere quello di puntare al quinto/sesto posto, a patto che ci sia un investimento importante da parte di Saputo: sarebbe il traguardo massimo per una società di media caratura come quella rossoblù. La squadra non è al livello di quella in cui ho giocato io, quando conquistammo ad esempio la Coppa Italia, ma la piazza resta ideale per un calciatore”.

Ci può raccontare qualche aneddoto della sua avventura all’ombra delle Due Torri?

“Sono arrivato a Bologna nel 1974, dopo uno screzio con qualche dirigente dell’Inter. Scegliere di venire a giocare nel capoluogo emiliano è stata la mia più grande fortuna. Ho avuto dei compagni di squadra straordinari, insieme riuscivamo a fare davvero delle belle prestazioni. Purtroppo sono stato fuori un anno per problemi ad un ginocchio e in quella stagione abbiamo rischiato di retrocedere, ma alla fine riuscimmo a salvarci”.

 

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