Donadoni ha cambiato poco, ma è cambiato tutto

Donadoni ha cambiato poco, ma è cambiato tutto

Donadoni cambia poco ma cambia tutto

Decisive le scelte di Roberto Donadoni, rispetto alla gestione di Delio Rossi. Prima la squadra era fragile e anche un po’ ballerina, mentre oggi è piuttosto solida, compatta e soprattutto imbattuta.

Il primo cambiamento è quello di aver spostato Rossettini nel ruolo di terzino destro, in quella sorta di gorgo dove all’inizio dell’anno Mbaye ha manifestato le solite lacune, Krafth ha giocato mezzora prima di infortunarsi e Ferrari si è adattato ma alla fine ha finito per pagare gli inevitabili peccati di gioventù. Donadoni ha trovato una soluzione sicura con Rossettini, che sulla fascia destra aveva già giocato ai tempi di Siena, questa scelta ha favorito l’inserimento di Maietta, che con Rossi invece, era stato schierato solo in un paio di situazioni di emergenza (Sassuolo e Sampdoria). Secondo Donadoni, Maietta è l’uomo che ha dato equilibrio e reattività alla squadra, con lui è cresciuto anche il rendimento di Gastaldello che ha finalmente trovato il suo equilibrio costante. Con questo assetto più solido, a trarne beneficio è stato anche Masina, più decisivo. La copertura garantita da una difesa che ha alzato notevolmente l’età media sui 29 anni.

Il debutto di Donadoni in panchina del Bologna ha coinciso con il ritorno di Mirante, che si è rivelato decisivo contro l’Atalanta. Un centrocampo più adatto alla fase di copertura, Diawara è stato supportato dal dinamismo di Donsah e dall’esperienza di Brienza. I numeri delle due gare con Donadoni confermano la solidità della squadra e contribuiscono alla crescita globale del Bologna.

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