Calcioscommesse, 104 ancora nei guai. Tra loro Conte, Mauri, Colantuono e Signori

Calcioscommesse, 104 ancora nei guai. Tra loro Conte, Mauri, Colantuono e Signori

In questi 4 anni emmezzo d’inchiesta sono state studiate 200 partite sospette e su ben 60 è gravato almeno un capo di imputazione. Ad oggi, nella richiesta di rinvio a giudizio depositata lunedì 29 giugno dal pm di Cremona, Roberto Di Martino, sono 104 i nomi scritti.

Numeri di un’inchiesta che sembra non finire mai e anzi, si ingigantisce ogni volta di più. 

Antonio Conte, Mauri, Colantuono, Signori, Doni, Pelissier, Sartor, Bressan. Sono solo i nomi di maggior spicco nell’elenco delle richieste di rinvio a giudizio.

Antonio Conte. Il ct della nazionale dovrà rispondere, insieme al suo vice Angelo Alessio, di concorso in frode sportiva per la gara Albinoleffe-Siena del 29 maggio 2011, gara per la quale è accusato, non di aver partecipato alla combine, ma di non averla impedita. Il pm Di Martino, nelle motivazioni della richiesta di rinvio a giudizio, ha spiegato come Conte non abbia rispettato gli obblighi derivati dall’art 18 dell’Accordo Collettivo Allenatori che impongono a un tecnico “di sorvegliare sulla condotta morale e sportiva dei calciatori e di mantenere una condotta conforme ai principi di lealtà, correttezza e proibità”. Conte, amareggiato, ha ribadito ancora una volta il suo obiettivo: arrivare ad un giudizio prima dell’inizio degli Europei del giugno 2016. Per questo i suoi avvocati stanno aspettando le carte per studiare la strategia difensiva e cercare di accelerare i tempi. Due sono le vie ipotizzabili: Il giudizio abbreviato (che consente di evitare il dibattito ed avere una decisione già nell’udienza preliminare) o il giudizio immediato ( con il quale si salta l’udienza preliminare).

Intanto i legali del ct azzurro esprimono la loro delusione. “Il rinvio era prevedibile ma abbiamo perplessità sulla costruzione accusatoria -dice Leonardo Cammarata, uno degli avvocati di Conte- noi ritenevamo ci fossero tutte le condizioni per uscire del tutto dalla vicenda. Inoltre siamo stupiti dal cambio di motivazioni date. Della violazione del contratto collettivo tra allenatori non se ne era mai parlato prima”.

Anche Stefano Colantuono non può dormire sonni tranquilli. Il neo tecnico dell’Udinese viene accusato di concorso in frode sportive per la partita Lazio-Genoa del 14 maggio 2001, chiamato in causa in una chat tra Doni e Santoni. “E’ una richiesta senza senso -afferma l’avvocato Marco De Luca- l’indagine è stata fatta in modo maldestro, con carenze spaventose. La chat incriminata? Qualcuno voleva accreditarsi di altri fatti e ha usato quella sigla”.

Scontato il rinvio a giudizio anche per Stefano Mauri, la cui posizione si è ulteriormente aggravata a seguito degli interrogatori di Ilievsky. Insieme a lui, accusati di associazione a delinquere con l’aggravante della transnazionalità, ci sono anche Signori, Doni e Pellissier.

Esce invece dal procedimento senza conseguenze penali Leonardo Bonucci. Gli atti su di lui sono stati inviati a Bari e lì arriverà l’archiviazione.

104 nomi e un’inchiesta che si preannuncia dai tempi lunghissimi, è probabile infatti che tutto slitti addirittura a dicembre 2015 se non a gennaio 2016. Inoltre c’è da scegliere il luogo in cui verrà celebrata la prima udienza penale. Tra gli indagati, i loro legali, le parti civili e i giornalisti, il numero delle persone interessate supererà quota 300. Il tribunale di Cremona non ha un’aula in grado di contenere tutti per questo si pensa a location tipo il Palazzetto dello Sport di Cremona o il teatro Pochielli.

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