Bologna: troppi errori da parte della dirigenza

Bologna: troppi errori da parte della dirigenza

Tre punti in classifica, ultimo posto, pochi gol fatti, molti subiti e gioco che fatica a decollare. Questa la fotografia della situazione attuale del Bologna e come si ripete da settimane occorre una svolta, che però puntualmente non arriva mai. Situazione difficile, Rossi è stato confermato nonostante sia evidente ormai che la fiducia attorno a lui è ai minimi storici. Conferma arrivata anche e soprattutto poiché le alternative di lusso come i vari Montella, Guidolin e Prandelli hanno gentilmente declinato l’offerta rossoblù. Comprensibilissimo il rifiuto a voler prendere in mano una situazione delicata come quella dei rossoblù in questo momento, ma va ricordato che sul mercato c’è gente come Corini, Del Neri, Di Carlo, Stramaccioni che il progetto rossoblù invece probabilmente lo potrebbero accettare. Sarebbe quindi il caso di abbandonare questo “indecisionismo” che sta caratterizzando la dirigenza già dallo scorso dicembre, quando Corvino impiegò ben 5 mesi prima di licenziare Lopez. Le responsabilità della dirigenza poi si estendono anche al lavoro sul mercato. Innanzitutto la scelta di puntare quasi interamente sui giovani si sta rivelando deleteria. Certo, i giovani in un progetto sono importanti, ma quando c’è una salvezza da raggiungere sarebbe meglio ragionare più in prospettiva presente che futura. Inoltre un dato significativo, che mostra come il lavoro sul mercato sia stato tutt’altro che eccelso, è rappresentato dal numero 33, che rappresenta i milioni che quest’estate sono stati spesi. Tanti soldi, troppi, specie se si va a fare un raffronto con i numeri ad esempio di Carpi, Frosinone, Empoli e Chievo come riporta il Carlino. Le due neopromosse tra entrate ed uscite hanno un bilancio in parità. L’Empoli è in attivo di 5 milioni, mentre solamente il Chievo è in passivo ma di appena 1 milione.

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