Blatter: “I due milioni a Platini? Una normale retribuzione”

Blatter: “I due milioni a Platini? Una normale retribuzione”

Sepp Blatter dopo tutto quello che è successo, si parla degli inizi di giugno, dello scandalo sollevato dalle inchieste aperte negli Stati Uniti, ritorna a far parlare di sé; questa volta è stato inscritto nel registro degli indagati per sospetto di gestione fraudolenta e appropriazione indebita.

Il “Colonnello del Calcio Mondiale” dopo essere stato interrogato dagli magistrati svizzeri, è ritornato al lavoro nella sede della FIFA a Zurigo.
I magistrati elvetici, in particolare, hanno puntato la lente su un versamento illegale di due milioni di franchi svizzeri (poco meno di due milioni di euro) effettuato da Blatter a Platini nel 2011 per non meglio precisati «lavori svolti» fra il 1999 ed il 2002.

Immediata ovviamente la replica dell’ex numero 10 della Juventus: «Sono stato pagato per un lavoro che ho svolto. Mi è stato chiesto di fornire informazioni utili alle indagini: ho chiarito tutto e resto disponibile a collaborare in qualsiasi momento con le autorità».

Ovviamente anche Blatter ha spiegato e ribadito la sua posizione di innocenza e dell’effettiva somma pagata per una prestazione lavorativa a Michel Platini: «Ho spiegato ai pubblici ministeri che i pagamenti erano compensazione e niente di più e sono stati considerati in modo corretto all’interno della FIFA» si legge nel comunicato.

L’impressione che trapela da queste parole e da come sia uscita questa vicenda è che la nave Blatter stia pericolosamente affondando e che il presidente voglia portare con sé l’ex delfino (non iscritto nel registro degli indagati).
Intanto Blatter come ha più volte confermato rimarrà al comando fino alle nuove elezioni previste per Febbraio 2016.

Qui vi riportiamo il comunicato completo rilasciato da Michel Platini alle associazioni UEFA:

“Sono sicuro che tutti voi avete preso nota degli eventi che si sono verificati venerdì scorso a Zurigo e sono anche consapevole del fatto che sulla questione c’è la speculazione riguardo i fatti che mi riguardano personalmente”.
“Vorrei innanzitutto fosse chiaro in primo luogo che io non sono stato accusato di alcun addebito e in secondo luogo che, anche per una questione di rispetto, mi asterrò dal fare un’esposizione dettagliata della vicenda dal momento che ci sono indagini in corso. Comunque – prosegue Platini – per ragioni di trasparenza vorrei informarvi su un aspetto importante e chiarire che nel periodo 1998-2002 sono stato assunto dalla Fifa per lavorare su una vasta gamma di questioni relative al calcio.
“Si trattava – fa sapere il presidente Uefa – di un lavoro a tempo pieno, di cui tutti erano a conoscenza. La remunerazione fu concordata al momento e dopo un pagamento iniziale l’importo residuo finale di 2 milioni fu versato nel febbraio 2011. Una cifra completamente resa pubblica da me alle autorità e che fu fatta in conformità con la legge svizzera. Venerdì scorso sono stato ascoltato dalle autorità svizzere non come una persona accusata di alcun illecito, ma semplicemente come persona che fornisce informazioni”.
“Per tutto questo – è la conclusione della lettera – oggi ho scritto al Comitato etico della Fifa per far sapere che posso fornire qualsiasi informazione aggiuntiva che può servire a chiarire tutto. Sono consapevole che questi eventi possono danneggiare la mia immagine e la mia reputazione così come quella dell’Uefa, l’organizzazione che sono orgoglioso di presidente. Per queste ragioni vorrei utilizzare tutte le mie energie per far sì che tutto possa risolversi tutto il prima possibile”.

Michel Platini

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