Aureliano (presidente Aia sezione Bologna): “L’ambizione è crescere un altro Rizzoli”

Aureliano (presidente Aia sezione Bologna): “L’ambizione è crescere un altro Rizzoli”

Il presidente della sezione degli arbitri della nostra provincia è stato intervistato da ‘Il Resto del Carlino’.

Antonio Aureliano si appresta ad affrontare il suo terzo mandato come presidente dell’Associazione Italiana Arbitri nella sezione di Bologna. Ricopre questa carica da otto anni e pochi giorni fa è stato rieletto per la terza volta con un’ampia maggioranza di voti. Aureliano intervistato da ‘Il Resto del Carlino‘ spiega gli obiettivi di questo quadriennio appena iniziato: “L’ambizione è quella di far crescere un gruppo di giovani con grandi potenzialità nella speranza che qualcuno possa fare il grande salto ed eguagliare Nicola Rizzoli che partendo dalla sezione di Bologna è arrivato a essere il miglior fischietto al mondo”.

Poi il neo eletto racconta le sue emozioni e fa il bilancio degli anni passati: “Per me è un sogno, non credevo di andare avanti altri quattro anni. Il tempo è volato. È bello vedere intorno a me l’affetto dei colleghi, significa che ho lavorato bene. Gli ultimi sono stati quattro anni più che positivi. Abbiamo inserito 44 nuovi arbitri, ragazzi molto giovani che si sono distinti nelle diverse categorie. Non è mai facile fare l’arbitro, ma tutti sono molto promettenti e sentono la responsabilità del ruolo”.

Infine Aureliano continua spiegando nello specifico il lavoro dell’Aia e presentando gli obiettivi futuri: “Fare il direttore di gara comporta sacrifici e una grande abnegazione. Siamo stati bravi in questi anni a coinvolgere i giovani e a non farli stancare. È un mondo molto competitivo, mi auguro che tutti possano arrivare ad altissimi livelli, ma per farlo devono ancora lavorare quotidianamente e capire a fondo il ruolo che ricoprono quando scendono in campo. Per il futuro il sogno è avere un paio di rappresentanti della nostra Sezione in ogni categoria professionistica. Prima di tutto però vogliamo istruire figure che siano dei comunicatori in campo, formare uomini di serie A prima che arbitri di serie A. Questo è il nostro motto”.

 

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