Adailton a Tempi Supplementari: “Ritornare a Bologna sarebbe un sogno”

Adailton a Tempi Supplementari: “Ritornare a Bologna sarebbe un sogno”

L’ex rossoblù Martins Bolzan Adailton è intervenuto ieri sera nel corso della trasmissione Tempi Supplementari, in onda sul circuito Radio International – Radio Nettuno e condotta da Ugo Mencherini e Vittorio Longo Vaschetto con la collaborazione di Ugo Bentivogli. Di seguito l’intervista.

Adailton, se ti diciamo 2 ottobre 2009, Juventus-Bologna 1-1?

“Come dimenticare quel gol. Lo ricordo benissimo, rete al 93′. Non posso dimenticarlo contro un simile avversario, un gol importantissimo per me nella mia storia con il Bologna”.

Da Brasile segui ancora il Bologna?

“Per il momento sono qua, ma mi sto organizzando per tornare in Italia entro la fine dell’anno. Vorrei tornare nel mondo del calcio, facendo il corso per allenatori. Vorrei prepararmi per questa nuova avventura in Italia. Avevo bisogno di stare un po’ vicino alla mia famiglia in Brasile, ma adesso è il momento di ritornare perché l’Italia mi manca tantissimo e ho davvero voglia proprio di tornare nel calcio. Seguo il calcio italiano e seguo il Bologna, una squadra a cui tengo tanto e con cui ho ricordi speciali anche per il rapporto con la città. In Brasile sono riuscito a vedere qualche partita”.

Hai mantenuto contatti con la società?

“Ho contatti con Di Vaio, siamo amici e abbiamo occasioni di parlare: abbiamo giocato parecchio insieme. Poter ritornare, in qualsiasi veste, a Bologna sarebbe un sogno”.

Da allenatore in pectore, quali differenze vedi tra il calcio italiano e quello brasiliano?

“Quando sono venuto in Brasile, in questi 2-3 anni, ho studiato e lavorato qui e ho visto la differenza tra le due filosofie del calcio. Qui si lavora tantissimo sulla tecnica e sull’individualità dei giocatori, mentre in Italia si lavora di più sull’aspetto fisico forse l’aspetto delle individualità e del talento dei giocatori è un po’ lasciato andare. La mia volontà di rientrare in Italia è anche per questo: ho capito che bisogna aprire la conoscenza del modo di vedere il calcio. Facendo tanti anni in Europa e in Italia avevo perso alcune cose del Brasile. In Italia si potrebbe lavorare molto sui settori giovanili”.

In Italia per chi tifi?

“Per le squadre in cui ho giocato e ho un affetto particolare per Bologna e Verona. A Verona ho giocato tanti anni mentre a Bologna ho probabilmente avuto gli anni più importanti. Certamente l’anno più bello in serie A, poi lì ho conosciuto mia moglie, è nata mia figlia ed è stato un momento importante della mia vita. Sono tanti i motivi per cui Bologna mi è rimasta nel cuore. Ho bellissimi ricordi delle persone che lavorano nella società, ho contatti con loro e siamo tuttora legati.  Sono legato anche al Verona, ma probabilmente più al Bologna come società. Purtroppo le cose per il Verona quest’anno non stanno andando bene, mentre il Bologna si è ripreso bene e spero che possa fare una bella stagione”.

Qual è il gol a Bologna che ricordi più volentieri?

“Quello segnato alla Juventus certamente mi è rimasto tantissimo. Ma devo dire che anche la vittoria sul Genoa per 4-3: sono stati tre gol, una vittoria in rimonta, ed è stato bellissimo. Sono rimasti nella mia memoria, contro avversari importanti e contro il Genoa ero anche un ex della gara: come Marco riuscivamo sempre a fare bene con loro, ed era bello”.

Come spieghi il fatto che molti attaccanti si rigenerino a Bologna?

“Spero che il fenomeno si verifichi spesso, per la società e per la città. Credo che sia l’ambiente: è un ambiente giusto per lavorare e giocare, una società importante. C’è fiducia, importanza per quello che si è fatto e si fanno le cose nel modo giusto, ti lasciano lavorare e ti senti a casa. Ricordo l’atmosfera, si sentiva la storia del club, tutti hanno voglia di fare parte di questa storia e lo stesso Di Vaio mi aveva chiamato e mi aveva consigliato di venire a Bologna. La città lascia lavorare tranquillamente, e questo è un aspetto importante. I giocatori sentono l’obbligo di fare bene e tornare ad essere grandi. La città e la società si meritano di tornare grandi. E non dimentico neppure Lavecchia, giocare con lui è stato un piacere perché è un professionista esemplare, un giocatore umile e un ragazzo fantastico. Il Bologna sarà sempre nel mio cuore, la squadra si è ripresa alla grande e spero possa continuare così”.

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