Tocca ai senatori guidare la risalita

Tocca ai senatori guidare la risalita

Un Bologna in crisi dovrà aggrapparsi ai senatori per tentare di riprendere la marcia, servono isolamento e tranquillità: sui giocatori pesa un futuro ancora incerto e un presente non sempre chiaro

Ancora una volta il Bologna gioca di lunedì, c’è quindi un giorno in più per preparare una partita delicatissima e che vede i rossoblù partire nettamente sfavoriti.

Se contro il Verona nemmeno la sosta di Pasqua ha saputo rigenerare la truppa guidata da Roberto Donadoni, è lecito aspettarsi che siano state le parole del patron a dare una scossa definitiva a una squadra caduta nel giro di due mesi dalle stelle alle stalle. Certo, perdere in casa contro l’ultima rende – sulla carta – quasi impossibile fare risultato in trasferta contro la terza, ma dal punto di vista del piglio, dell’atteggiamento, della prestazione, i rossoblù dovranno assolutamente mandare segnali chiari di ritrovata vivacità. La squadra spenta che ha perso sia a Bergamo che contro il Verona deve fare spazio al Bologna gagliardo che fermava la Juventus, che lottava come un affamato su ogni pallone e mai arrivava secondo sulle palle vaganti. Più che la qualità di gioco è la stata la reattività, la fame, la voglia di emergere a creare i presupposti per la risalita. Il Bologna aggrediva unito, non disgregato come successo recentemente, e questo facilitava anche la produzione offensiva perché un Bfc concentrato e lucido era in grado di fare male a chiunque.

Ma se dal punto di fisico il Bologna comunque continua a correre (106 chilometri anche lunedì) sotto il profilo mentale la difficoltà appare palese. Poco mordente, meno aggressività, meno convinzione nei propri mezzi, è un Bfc lontano anni luce dal migliore visto in questa stagione. E allora, oltre all’allenatore, che dovrà fare in modo di spronare la truppa, ridarle stimoli, carattere e magari qualche soluzione tattica nuova, toccherà ai senatori del gruppo – gli elementi più esperti – guidare gli altri fuori dalla crisi. Di solito funziona così, i leader dello spogliatoio diventano fondamentali non tanto nei momenti di massima euforia quando tutto procede bene ma quando la situazione inizia a vivere attimi tensione, magari paura, o semplicemente quando la stagione vive le sue pieghe più difficoltose. Deve partire dai giocatori più esperti la miccia che può riaccendere la fiamma del Bologna, proprio perché in carriera tanti di loro avranno vissuto momenti simili e sapranno quali sono i correttivi giusti per propiziarne l’uscita. L’esperienza serve a questo, aver già vissuto – e quindi saper affrontare – situazioni di crisi.

Di certo, non si può chiedere al diciottenne Diawara di issarsi a leader di un gruppo che presenta la giusta dose di gioventù ed esperienza, impossibile chiederlo anche ai vari Masina o Mbaye, sicuramente conoscitori più profondi della piazza ma pur sempre troppo giovani per interpretare un ruolo che qualcuno gli affiderà tra dieci anni. E allora, sarà compito dei vari Gastaldello, Maietta, Mirante, Brienza, Brighi e Giaccherini fare in modo che lo spogliatoio riceva quella scossa e quella dose di adrenalina utile a risalire. Magari anche più tranquillità e serenità, escludendo dalla mente dei giocatori pensieri derivanti ad alcune faccende interne che coinvolgono il Bologna. C’è di più, perché Giaccherini cerca la riconferma ma è in balìa del Sunderland che ne detiene il cartellino, Diawara ha cambiato procuratore ma vedrà Corvino andarsene e il Bologna dovrà parlare con lui dell’adeguamento di contratto, Destro si è infortunato sul più bello e probabilmente tornerà più tardi del previsto mentre Oikonomou non gioca da diverso tempo dopo essere stato riconfermato al termine dell’ottima stagione in Serie B. L’incertezza sul futuro pesa nella testa dei giocatori, in più c’è anche il peso di un probabile cambio di direttore sportivo e una mai chiusa vicenda Donadoni. Ecco perché i senatori dovranno cercare di isolare la squadra da tutte le distrazioni possibili, per un finale discreto e che non cancelli tutto quanto fatto di buono fino a febbraio.

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