Sognare non costa nulla, il mercato può decollare

Sognare non costa nulla, il mercato può decollare

Vi ricordate Ilicic e Saponara? Quelli che: “in B non vengo”? Fine dei giochi, in A ci siamo eccome e ora l’appeal è decisamente aumentato. Mettetevi nei panni di un calciatore di Serie A, sai che è risalita una società con enorme blasone e con sette scudetti, una città dove si vive bene tant’è che tanti calciatori – una volta smesso – rimangono qui, per concludere con la proprietà, una delle più ricche dell’intero campionato e desiderosa di allestire una squadra competitiva. Che dite? I procuratori proporranno qualche pedina? Secondo me sì, e la lista sarà lunghissima. Toccherà a Corvino sondarla e dragarla, perché qualche elemento interessante potrebbe esserci. In realtà penso che il direttore sportivo sotto traccia abbia già abbondantemente lavorato in caso di promozione conquistata, che un paio di colpi li abbia già in canna in attesa solo di ufficializzarli (anche perché la A non era sicura). Quello più vicino sembra Gregoire Defrel, battere la concorrenza dell’Atalanta non mi pare impossibile soprattutto se puoi inserire una contropartita tecnica in B molto richiesta come Mancosu. Chissà, le voci lo danno già per bloccato dal Bfc. Sempre in attacco si è riaperta la pista Pazzini, la sua richiesta esagerata nei confronti della Samp ha mandato su tutte le furie Ferrero ed è difficile ora ricucire i rapporti. Toccherà al Bologna decidere, anche perché se le intenzioni del Pazzo sono quelle di firmare un contratto di quattro anni a due milioni, nemmeno Corvino e Saputo si farebbero carico di un investimento simile (e con fondate ragioni, spendere sì ma sperperare no). Altro nome caldo è quello di Borini, probabilmente strada più tortuosa anche se il giocatore piace. Aggiungo alla lista un paio di nomi che, da quanto so, non sono mai stati trattati ma che a me piacerebbero tanto: Duvan Zapata e Mattia Destro. Tornando alla prima riga, non chiuderei del tutto l’ipotesi Ilicic, lo sloveno ha chiuso con la viola e i messaggi che manda dal ritiro della Nazionale sono chiari, resta da capire quanto chiederà la società viola e se Pantaleo avrà perdonato i dubbi invernali di Josip. Con la giusta offerta, nel calcio si dimentica in fretta. Diciamo che in attacco il primo colpo potrebbe uscire da questi nomi, con la suggestione Cassano al momento più defilata. Contatti avviati, si dice in giro, ma non significa affare fatto. Su Fantantonio, oltre alle ‘cassanate’ pesa una condizione fisica tutta da scoprire e il persistente interessamento del ‘viperetta’ Ferrero. Per chiudere sul reparto avanzato, c’è Gianluca Sansone, l’uomo più decisivo di questi playoff. Si valuterà la cifra del riscatto, la sensazione è che si possa arrivare alla fumata bianca anche se Saputo dovrà già abbondantemente aprire i cordoni della borsa per Mbaye.

L’attacco è il reparto che stuzzica di più, quello che fa vendere più abbonamenti e scalda i cuori della gente. Questo però non deve far dimenticare a nessuno che il Bologna andrà costruito dalle fondamenta e quindi anche in difesa e a centrocampo. Il Bologna dovrebbe assolutamente ripartire da Da Costa, portiere esperto e che ha dimostrato una certa solidità nei momenti chiave, soprattutto, il brasiliano è salito agli onori della cronaca quando si è trattato di compiere una parata salva risultato. Il brasiliano è arrivato a titolo definitivo e sarà dei nostri anche il prossimo anno. Il fatto che Da Costa abbia già una certa esperienza, potrebbe indurre Corvino a scegliere un portiere giovane a cui affiancarlo. Si è parlato di Storari ma sembra in procinto di rinnovare con la Juve anche se bisognerà capire se deciderà di rimanere come terzo portiere alle spalle di Buffon e Neto. Sul mercato, a questo punto, non scarterei l’ipotesi Scuffet, giovane e promettente portiere chiuso quest’anno da Karnezis ma in cerca di rilancio e di una squadra in cui possa giocare con continuità. Il problema è che l’Udinese non vuole privarsi del cartellino del giocatore, si parla di prestito secco, una formula che a Corvino non piace perché si tratta di far crescere un giocatore che non è tuo. In sostanza, si lavora per gli altri. In difesa invece si riparte da Oikonomou e Gastaldello, il primo con una carriera tutta da costruire in Serie A, il secondo con una comprovata esperienza. Corvino però sa che anche in questo reparto andranno portati a termine degli acquisti, Maietta ha concluso su una gamba la stagione e le sue condizioni fisiche andranno valutate, mentre Ferrari non è ancora pronto per i grandi palcoscenici della massima serie. Per lui non è esclusa una stagione in B a fare esperienza. 

Si va a caccia di un centrale dunque, mi piacerebbe molto Rugani ma la Juve o se lo tiene oppure sembra pronta a cederlo in prestito alla Samp. Banale poi sottolineare come sugli esterni andranno fatte ampie e ragionate valutazioni, con due elementi come Masina ed Mbaye confermati e due esperti come Morleo e Ceccarelli in dubbio. Chiudo la disamina sul centrocampo, c’è un nome che mi piace e che prenderei per utilità e duttilità: Cigarini. Il suo procuratore due mesi fa ha ammesso di aver parlato con lui della piazza di Bologna e, cito testualmente Bia, “verrebbe di corsa”. L’Atalanta lo valuta cinque milioni, un prezzo trattabile per un giocatore che quasi sicuramente andrà via da Bergamo. A mio avviso, per il primo anno di Serie A dopo una retrocessione, Cigarini è quel giocatore che fornisce in ogni partita un rendimento solido e costante, quello che serve per consolidarsi in massima serie ed evitare di essere coinvolti in fastidiose lotte salvezza. Perché ora si può sognare per davvero, ma chiedere l’Europa subito ed uno squadrone alla nuova proprietà sarebbe eccessivo. La strategia può essere quella di costruire una squadra di buon livello, che navighi tranquillamente a centro classifica (o che certifichi il prima possibile la salvezza), composta da buoni giocatori con un paio di elementi di richiamo adatti a coinvolgere sempre di più i tifosi ed aumentare a dismisura il numero di abbonati. In sintesi, una squadra che faccia divertire e che ottenga qualche scalpo illustre tra le mura amiche. Perché effettivamente, con le spalle larghe di Saputo, non abbiamo più paura di nulla.

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