Sì, Destro tornerà a segnare…ma quando?

Sì, Destro tornerà a segnare…ma quando?

E’ la domanda che tutti si pongono: quando segnerà Destro? La risposta non c’è, diciamo però che tutti gli opinionisti interpellati sul caso rispondono allo stesso modo: aspettatelo, godrete di un bello spettacolo. A parte il fatto che il godimento è qualcosa di istantaneo nel mondo del calcio, il gol, la rete, è una questione di uno o due secondi, anche perché non siamo alle prese con preliminari di ben altro tipo. L’eccitazione è fugace, il tempo di vedere la palla colpita – di testa o di piede (o di natica) – gonfiare la rete, stop. Il resto è noia molto spesso, sofferenza, quel perenne stato di agitazione che non sfocia in sublime godimento fino a che qualcuno non segna, e tutto deve essere poi coronato dalla vittoria finale. Altrimenti la libido viene persa. Va beh, ho divagato (neanche tanto) e non siamo ad un corso di educazione sessuale applicata al calcio. Torniamo a Destro. Il commento più in uso è: ritornerà. Ne sono sicuro anche io, ma non possiamo aspettare in eterno. Ci servono i suoi gol subito, iniziando dalla sfida di domenica in cui il suo contributo dovrà essere tangibile, perché per vincere serve l’apporto del reparto offensivo e non possiamo sempre chiedere a Mounier di sopperire alle lacune del Bologna in zona gol. Se non dovesse segnare, Destro, che almeno mettesse lo zampino in una eventuale vittoria. Deve incidere in qualche modo, dare un valore tangibile sul campo all’investimento prodotto dal Bologna per averlo, altrimenti rischierà di diventare un altro nome aggiunto alla lista degli acquisti onerosi senza rendimento, una schiera di nomi di cui fanno parte giocatori decisamente meno talentuosi di lui, transitati da queste parti come possibili fenomeni, rigettati dal campo, dalla critica e dal tifo. Ma Destro è un ex Nazionale, sia Under 21 che maggiore, non può finire come Rolando Bianchi, Michele Pazienza o tanti altri, non necessariamente attaccanti.

Ecco perché credo anche io nella sua rinascita, nella sua capacità di incidere in maniera decisiva in una squadra che lotta per salvarsi. Il problema è che non tutto dipende da lui. Mi spiego. Come ho già avuto modo di sottolineare, Destro non è Di Vaio, non è quel tipo di giocatore a cui puoi dare una mezza palla sporca a partita che, come per magia, viene trasformata in una rete, Mattia va servito in maniera più pulita, costante, non automatica ma automatizzata, con movimenti chiari, passaggi intesi e compresi tra compagni di reparto, con sintonia. Ovvio, per una squadra non di vertice come il Bologna diventa difficile soddisfare le richieste dell’attaccante, ma se ci stanno riuscendo formazioni non di livello assoluto come può essere il Chievo, perché non provare fare meglio anche qui. Sotto questo punto di vista, l’assenza di Giaccherini è troppo pesante per l’economia di gioco del Bologna. Lui da una parte e Mounier dall’altra sarebbero stati un valido aiuto per Destro al centro dell’attacco. Non la soluzione totale ai mali dell’attacco, ma un sostegno non indifferente. In realtà la soluzione migliore per Mattia l’ha fornita Giorgio Perinetti sul Corriere di Bologna. “A Destro servirebbe un attaccante vicino, perché da solo non è in grado di sorreggere tutto l’attacco”. Chiaro, se vogliamo banale, ma di sicuro centrato sul bersaglio.

Allora toccherebbe a Rossi si sentenzia, è il mister colui che deve mettere Destro nelle migliori condizioni possibili. Vero, in parte. La seconda punta manca, o almeno con le caratteristiche che piacciono a Rossi. Rapida, veloce, tecnica. Eder? Sì, ma anche Abel Hernandez. Non ci sono, c’è Mancosu, ancora non inquadrato in questo Bologna (problema che dura da gennaio) e Acquafresca, sparito dai radar e alle prese con l’ennesima stagione ai margini della sua carriera al Bfc. Si susseguono gli allenatori ma il destino di Robert sembra essere sempre lo stesso…Tornando a Destro si può dire che Rossi dal punto di vista tattico può poco, anche se qualcosa potrebbe farla. ll famoso processo tattico che dovrebbe portare il Bologna a correre meglio può aiutare soprattutto Destro. Perché? Non puoi chiedere ad un attaccante di questo tipo di sbattersi per novanta minuti in fase di non possesso palla, pressare su tutto il fronte offensivo privandolo della lucidità e delle energie necessarie per essere determinante in fase realizzativa. Inoltre, far lavorare Destro spalle alla porta vuol dire limitarne le potenzialità, imbrigliarlo in un lavoro che non sente suo e per cui non nutre la necessità di impegnarsi in maniera determinata e continuativa. “Destro va pungolato” ha poi affermato Perinetti, a testimonianza del fatto che Mattia ha bisogno del fiato sul collo del proprio allenatore, un modo per non fargli sentire troppo la pressione della piazza, le aspettative che lo hanno posto come il salvatore della patria rossoblù. Inoltre, Destro deve capire che non basta fermarsi a Bologna per rinascere automaticamente, con un colpo di bacchetta magica come fu per Signori, Baggio, Di Vaio e Gilardino. Deve metterci del suo, Mattia, essere più convinto in quello che fa, anche fidandosi di compagni che per il momento non lo stanno servendo come si aspettava. Tornerà a segnare, lo so, noi aspettiamo in attesa del godimento puro, dell’estasi da gol, da esultanza sotto la curva a sfogare tutta la tensione accumulata. Dai Mattia, tocca a te, desideriamo tutti esultare come lo desideri tu. Credici, crediamoci, già a partire da domenica. L’attesa deve finire.

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