Rossi prova quel che può. Saputo faccia chiarezza: solo così placherà le critiche

Rossi prova quel che può. Saputo faccia chiarezza: solo così placherà le critiche

~~Si chiude il ritiro di Castelrotto con una vittoria, diciamo che fa sempre morale. La sequenza di partite estive da sempre non riveste un ruolo particolarmente importante, anche se le squadre in difficoltà mandano segnali negativi come successe al Bologna di due stagioni fa che poi andò incontro alla B, ma per questa rosa probabilmente le sgambate in altura contano ancora meno. Manca, lo sappiamo, mezza squadra, infatti Delio Rossi continua a proporre in amichevole la stessa linea difensiva, probabilmente l’unico reparto che presenta quattro titolari da poter testare (in attesa del ritorno di Gastaldello). Da lì in su se ne schierano altri sette, sapendo benissimo che tra un mese cambieranno. C’è il regista Crisetig (rigorosamente con la g dolce), l’altro titolare, poi è notte fonda. Contro il Sud Tirol ha giocato un volitivo Brighi, valido elemento da far salire dalla panchina, sulla trequarti Brienza, il quale in assenza di un fantasista ha disegnato calcio pur essendo indietro di condizioni fisica, almeno la palla la fa viaggiare di prima. In avanti Cacia-Acquafresca, due di quelli che hanno contribuito in maniera tangilbile alla promozione e probabilmente i due che rimarranno qui, anzi, chissà che il famoso incedibile per Delio Rossi non sia proprio Robert…Diventa davvero complicato estrapolare indicazioni chiare da questa prima serie di partite, con una scelta volontaria di avversari deboli per non prendere scoppole pesanti e incrinare non solo la scarsa fiducia di una parte di tifosi, ma anche quella del gruppo in via di costruzione. Proviamo però a spremere un po’ di polpa, sempre se c’è. La retroguardia è difficile da valutare, il basso livello degli avversari non ha impegnato più di tanto i difensori, diciamo che grossi svarioni non se ne sono visti, qualche disimpegno errato della coppia Rossettini-Oikonomou, ma qui potrebbe aver inciso la troppa sufficienza con cui si affrontano questo tipo di partite (o almeno è quello che noi tutti speriamo). Buone cose, secondo me, sulle fasce, Mbaye sta migliorando la fase difensiva (ieri chiusura decisiva a sventare una rete già fatta) e si rende propositivo in avanti, dall’altra parte Masina è chiamato al definitivo salto di qualità, il completamento della maturazione iniziata con Diego Lopez e che ora deve trovare la riconferma in Serie A con Delio Rossi. Se mettiamo in discussione pure lui, allora mi arrendo in partenza.

Fine. Probabilmente il succo è stato tutto spremuto, non c’è molto altro da analizzare. Crisetig ha svolto bene il compito di regia ma non è ancora giudicabile a pieno fino a che non avrà due compagni veri di reparto e non un rincalzo e un ragazzino di fianco, Brienza ha sfoderato giocate da calciatore che con la palla ci sa fare ma non è un titolare, mentre l’attacco continua ancora ad essere composto da esuberi. Poca roba. Ora, non voglio passare per onanista del web o per il classico addetto ai lavori che spalleggia sempre l’azione societaria, ma è chiaro che mi aspetto molto nei prossimi 7-10 giorni. Saputo arriverà in Italia nelle prossime ore, parteciperà alla stesura del calendario (sapere come saranno distribuite le partite più complicate darà un’idea di cosa ci potrà accadere), parlerà con gli sponsor e, crediamo, darà una nuova spinta al mercato rossoblù. Con l’avvicinarsi di agosto serve un cambio di marcia netto, deciso, certificato. Non solo per completare questa rosa, ma anche per generare nuovo entusiasmo per la terza fase della campagna abbonamenti, quella aperta ai nuovi abbonati che dovranno essere convinti verso un atto che non sarà di fede ma ragionato sulla base di chi arriverà dal mercato. Già, la pazienza in città sembra davvero terminata per alcuni, addio sogni gloria, addio festa in Piazza Maggiore, già serpeggia il pessimismo verso una società che non investe e pensa a guadagnarsi una salvezza con il minimo sforzo. Insomma, si leggono alcune considerazioni sul web da paura, riflessioni stonate se pensiamo a chi governa il Bologna ora, intonatissime se fossimo ancora alle prese con la gestione precedente. Perché il mercato è fermo, nessuno lo nega, ma non finito e tantomeno portatore di Ibson o Friberg vari. Ecco allora che il mondo del web andrebbe rispettato, indipendentemente dall’opinione generale che porta con sé, anche se questa è diversa da quella che si cerca di portare avanti, a patto però che non si esageri.

Sì, la diatriba Tacopina-Saputo confonde e rende la comunicazione made in Bfc un tortuoso percorso di montagna, una serie di tornanti in stile Tour de France per un Gpm ‘Hors Categorie’, ma questo non significa che tutto sia sbagliato, tutto da cestinare e il Bologna un ammasso sconclusionato di persone sotto contratto. La situazione tra chairman e presidente andrebbe risolta al più presto, se non fosse possibile, allora Saputo proceda con determinazione sul mercato, dando un segnale concreto di presenza, di azione e decisione svelta. Solo con due o tre acquisti nel breve periodo la situazione potrà essere sanata, una camomilla rilassante per una città nuovamente in subbuglio come nei tempi più duri. Bologna è una città che porta con sé tensione latente, smania di volere tutto subito, incessante fretta di veder realizzati i propri sogni, mentre le critiche sono un’arma a cui si attende solo di togliere la sicura al primo passo falso. Pronte a scatenarsi appena qualcosa gira storto. L’unica cosa che Saputo può fare è sbarcare qui, pronunciare parole chiare e precise e allo stesso tempo dare il via alla seconda fase del calciomercato. Quella in cui arriveranno giocatori di un certo livello. Solo così i maigoduti si metteranno l’anima in pace.

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