Presentiamo il Bologna in piazza (e non snobbiamo la Coppa Italia)

Presentiamo il Bologna in piazza (e non snobbiamo la Coppa Italia)

Pensavo alla Serie A ritrovata, al sogno che ci culla di un Bologna competitivo grazie ai capitali di Saputo, pensavo alla folla festante in Piazza Maggiore di quel martedì 9 giugno che rimarrà una data indelebile nei cuori dei tifosi rossoblù e pensavo anche all’accoglienza che ricevette il Bologna di Lopez durante la proiezione del film di Emilio Marrese a luglio 2014. Ecco, negli ultimi giorni sui social è partita la richiesta da parte di alcuni tifosi di una presentazione ufficiale della rosa 2015/2016 nel luogo simbolo della città: Piazza Maggiore. L’idea mi trova d’accordo, perché i risultati di una stagione fondano anche sugli inizi, sull’approccio, sulle prime impressioni. Un po’ come quando esci per la prima volta con una ragazza, non puoi farti una idea totale del soggetto che hai davanti, ma a pelle puoi capire che clima può nascere, che feeling si può instaurare e che sensazioni possono maturare. Per i giocatori nuovi, non c’è niente di meglio che toccare subito con mano una folla entusiasta per l’anno che verrà. Dare uno stimolo a questi ragazzi che probabilmente non conoscono a pieno l’atmosfera di Bologna, far capire loro che da queste parti si può diventare eroi, giocatori amati, idolatrati e considerati degli Dei, può essere sicuramente il miglior viatico per una grande stagione. 

Certo, se Corvino facesse il miracolo di completare la rosa del Bologna prima di salire in ritiro, tra l’8 di luglio e il 12 quando la squadra salirà a Castelrotto, ci sarebbe tempo per una fugace gita nel centro cittadino, sfruttando le seggioline già presenti in piazza per la manifestazione ‘Sotto le stelle del cinema’ che da qualche anno allieta le serate bolognesi per chi non va in vacanza. Inoltre, ai primi di luglio il ‘grosso’ della cittadinanza sarebbe ancora in città e la partecipazione – si spera – comunque numerosa. La fantasia però si scontra con la realtà ed è davvero complicato per il direttore sportivo allestire la totalità della rosa in tempo per il Trentino, a quel punto tutto diventerebbe più complicato e la presentazione potrebbe anche slittare ad agosto, quando il richiamo del mare e delle vacanze è più forte. In un modo o nell’altro, mi piacerebbe che questa idea venisse sul serio presa in considerazione, così come mi auspico una rapida apertura della campagna abbonamenti in modo tale da sfruttare l’entusiasmo dovuto ad una promozione ancora fresca e – perché no – quello nato dai primi acquisti di livello. Qualcuno si lamenterà della trovata molto ‘paracula’, ma mai come in questo caso gli spunti per catturare uno slogan interessante ed un volto spendibile sono tantissimi, e con il comparto marketing e merchandising impletetato dall’ingresso di Winterling siamo sicuri che il prodotto sarà convincente e ben curato. Chissà, infine, che non si decida di farsi la solita scampagnata a Sestola per 5-6 giorni ad agosto, sperando che il clima non sia quello invernale della scorsa stagione…

A proposito di agosto. E’ il mese più amato per la tregua dai ritmi lavorativi, l’aperitivo in spiaggia, l’ozio, il sole, l’abbronzatura, le cotte estive e via dicendo, calcisticamente però è forse il più odiato per via del solito titubante inizio col turno preliminare di Coppa Italia. Quello giocato di solito davanti a 300 persone e in cui il Bologna – quasi puntuale come un orologio svizzero – rischia di essere eliminato. Per questa volta è auspicabile un clima e in risultato diverso, perché la Coppa Italia sarà la prima uscita ufficiale del nuovo Bologna, della rosa totalmente costruita da Corvino, quella che affronterà il vero anno zero del nuovo corso saputiano. Una eliminazione precoce davanti a quattro gatti non sarebbe un bel modo per iniziare, soprattutto, vorrei che la nuova proprietà portasse con sé anche un diktat ferreo: vietato snobbare la Coppa Italia. Inutile che vi ripeta i motivi. Primo aspetto, perdere da una formazione di B o C sarebbe uno schiaffo morale, secondo perché la coppa porta con sé una porta verso l’Europa e terzo per la possibilità di avvicinare un trofeo. Se c’è una competizione più aperta rispetto alle altre, quella in cui le grandi arrivano in fondo ma spesso con una sorpresa dalle seconde linee, questa è la Coppa Nazionale. Non siamo più il ‘bolognino’ spacciato se sale a Torino a giocarsi un ottavo di finale, il mondo è cambiato e con esso spero anche gli obiettivi di campo. In Coppa si potrebbe anche arrivare fino in fondo, perché non provarci?

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