Playoff e playout per rivitalizzare la Serie A

Playoff e playout per rivitalizzare la Serie A

Dieci squadre a metà classifica già salve a gennaio, un gruppone che da qui alla fine giocherà partite non decisive ai fini della classifica: serve una svolta alla Serie A

“Domenica c’è un succulento Cagliari-Bologna: -13 dalla zona Europa, +16 dalla zona retrocessione. A gennaio. Buona Serie A”. Questo ha scritto ieri sul suo profilo social Fabrizio Biasin, giornalista di Libero e volto di Sportitalia. In estrema sintesi, a livello di appeal, non ha tutti i torti. Da qui a fine campionato ci saranno partite che in termini di classifica non saranno decisive, match giocati da squadre già salve e troppo lontane dall’Europa.

Non significa non avere obiettivi, il Bologna per esempio ha quello di fare un punto in più della passata stagione, ma è logico pensare che gran parte di questi match potrebbero anche non essere giocati ai fini del risultato finale se si parla di Europa o salvezza, gli unici target tangibili di questa Serie A. Con l’attuale conformazione del campionato, le prime sette squadre si giocano l’Europa, se va bene le ultime quattro la salvezza. Totale di undici su venti coinvolte in obiettivi tangibili, le altre nove non hanno più nulla da chiedere al campionato già da gennaio. Ricordiamoci gli anni novanta, con quattro squadre retrocesse, e almeno otto/nove coinvolte per l’Europa vista la presenza del famoso Intertoto. Soluzioni per limitare l’attuale problema?

La via più facile sarebbe quella di ritornare ad una A con 18 squadre, ma già nei palazzi che contano l’idea è stata bocciata. Rimanendo per ciò a venti, l’unica via è istituire i playoff per l’Europa e i playout per la salvezza. Prime tre squadre in Champions League, dalla quarta in poi playoff per entrare in Europa League. Per i tre posti della seconda competizione continentale si affrontano in andata e ritorno la quarta contro la nona, la quinta contro l’ottava e la sesta contro la settima, chi vince va in Europa. Per quanto riguarda la retrocessione, le ultime due della classifica scendono, la terza ha diritto ad un playout che coinvolge le posizioni dal quattordicesimo al diciassettesimo posto. Quattro squadre, primo turno con le due vincenti che si salvano (gara unica) mentre le due perdenti si affrontano tra di loro, tra queste una vincerà e potrà dirsi salva, la rimasta gioca il playout per non retrocedere con la diciottesima. In questo modo le prime nove posizioni forniscono un obiettivo, in ottica salvezza per evitare guai bisogna stare sopra al quattordicesimo posto. Il gruppone di quelle già salve a gennaio si restringe parecchio, costringendo tanti a restare sulla corda. E’ una idea, ma son sicuro che alla fine non cambierà nulla.

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