Non tutto il Pescara è Bjarnason

Non tutto il Pescara è Bjarnason

In linea di massima preferisco sempre giocare ad armi pari con l’avversario, ottenere una vittoria senza particolari vantaggi o affidandosi troppo alla fortuna. Quando si tratta di Bologna, in realtà, ogni piccolo vantaggio è impossibile da lasciare per strada senza un briciolo di contentezza. Proprio perché il Bologna è imprevedibile e non sai mai con certezza cosa può capitare. Ecco dunque che l’assenza di Bjarnason toglie al Pescara l’uomo più pericoloso e, soprattutto, un’arma tattica fondamentale nell’economia del gioco abruzzese. Brutto gioirne, siamo sinceri, ma un pizzico di sollievo questa notizia lo provoca. Forse perché in questi giorni il Pescara è stato pompato a mille “ci asfaltano”, “sono più in forma”, “hanno un attacco inarrestabile”, ne abbiamo sentite tante, peccato che gli abruzzesi, con l’islandese in campo, non siano riusciti a segnare all’andata nel momento in cui Oddo ha chiesto ai suoi di farne tre per chiudere i conti. Diciamolo, non sono così irresistibili e nella ripresa la sensazione è che il Bologna potesse pure uscirne con una vittoria. Questo non significa affatto che i rossoblù vinceranno facile ma che, almeno, l’asfaltatura non ci sarà. Due fattori penso potranno decidere questa sfida oltre all’assenza del biondo nordico. Innanzitutto, la condizione mentale. Non mi è parso che una delle due formazioni abbia messo in mostra una condizione fisica nettamente superiore, nella ripresa Pescara e Bologna sembravano due pugili caracollanti a guardia abbassata che cercavano di darsene di santa ragione senza però mandare a segno un montante che fosse uno. Erano per lo più colpi a vuoto, soprattutto il Bologna che con Mancosu ha faticato a trovare la via della rete. Stanchissimi i rossoblù, non così spacciati. In questi casi a colmare la lacuna fisica è la mente, la voglia, la determinazione che ci metti cercando di arrivare prima dell’avversario sul pallone o quando cerchi di vincere un contrasto. Sotto questo aspetto non mi pare che i rossoblù abbiano rinunciato alla battaglia. L’altro fattore, appunto, è l’attacco. Non è escluso che Delio Rossi ripeta la strategia utilizzata in semifinale: Mancosu all’andata, Acquafresca o Cacia al ritorno, questo perché quando conta di più, affidarsi a chi vede la porta meglio di altri può essere la mossa vincente, per non dire decisiva. Non me ne voglia Matteo, lo apprezzo enormemente per come si sbatte, ma probabilmente alla difesa del Pescara può dar più fastidio Cacia, punta che getta apprensione a chi lo deve marcare come successo a Pucino venerdì, il quale alle prime due palle interessanti verso l’ex Verona ha letteralmente perso la bussola consentendo al Bologna di creare due o tre pericoli non da poco.

La scelta degli attaccanti sarà fondamentale, così come lo stato degli acciaccati che hanno terminato la sfida dell’Adriatico in preda a crampi o problemi muscolari. Morleo ha neutralizzato Politano, un’arma tattica vincente utilizzata da Rossi che potrebbe essere riproposta se Archimede avrà recuperato un po’ di energie. Lo stesso discorso vale per Ceccarelli a destra, autore di una chiusura decisiva proprio su Bjarnason e, più in generale, solido e concentrato sulla corsia laterale. Tutti hanno speso tantissime energie e, col senno di poi, alcune alternanze proposte dal mister potrebbero proprio essere ricondotte ad un piccolo utilizzo del turnover anche per centellinare qualche risorsa. Alla fine della fiera avere la rosa un po’ più lunga giova.

Dall’altra parte però non possiamo pensare che il Pescara sia solo ed esclusivamente Bjarnason. Sarebbe l’unico imperdonabile errore da non commettere, soprattutto alla luce del fatto che l’islandese all’andata non ha di certo spaccato la partita. Certo, meglio non avercelo di fronte ma è vietato da parte nostra anche solo supporre che questa assenza decreterà la certa sconfitta dei nostri avversari. Magari inciderà tanto, ma lo scopriremo solo a fine partita. Può forse essere modificato il piano partita originario e nulla più. Di certo, questo problema delle convocazioni in Nazionale dovrebbe essere, in un qualche modo, risolto. Stavolta ha colpito i nostri avversari, ma se fosse toccato al nostro miglior giocatore avremmo gridato allo scandalo (a mio avviso giustamente). E’ impensabile che una doppia sfida per salire in Serie A possa essere influenzata da un confronto tra nazionali, una ulteriore testimonianza di come per il Bologna sia assolutamente necessario scappare da questo campionato, perché nel calcio contano solo le competizioni che portano maggiori introiti e pazienza se qualcuno si giocherà la sfida decisiva senza il suo miglior giocatore. Si tratta di Serie B, non ne parlerà nessuno.  Ad ogni modo, rendiamo questo vantaggio realmente tale martedì in campo, altrimenti stiamo parlando di nulla.

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