Neo promosse castigate, ma anche le grandi iniziano in salita

Neo promosse castigate, ma anche le grandi iniziano in salita

La prima giornata ci dice che il campionato per le neo promosse inizia in salita, così come per le big. Perde malamente il Carpi a Marassi, cinque reti nel solo primo tempo ci fanno capire come la strategia del catenaccio e contropiede può essere fruttuosa in B quando gli avversari – per livello – non sono in grado di scardinare la tua retroguardia, ma in Serie A, con giocatori qualitativamente migliori, una partita impostata sulla fase difensiva rischia di capitolare come una trincea tedesca in Normandia. Inoltre, Brkic non è Gabriel e nemmeno Mirante. Anche il Frosinone non riesce a far valere il fattore Matusa, vantaggio illusorio di Soddimo, poi rimonta granata con due gol di ottima fattura, roba che in Serie B non si vedeva. E’ comoda quando gli avversari stentano per carenze tecniche. Chiaro, è presto per tracciare un bilancio definitivo, ma il fatto che Carpi e Frosinone abbiano perso con un organico praticamente fatto mentre il Bologna con mezza squadra inesistente, può voler dire una cosa: i rossoblù possono migliorare, le altre non lo sappiamo. O meglio, il margine di crescita di un Frosinone che ha mantenuto gran parte dell’ossatura 2014/2015 può essere notevolmente ridotto. Non sempre un giocatore decisivo in B può esserlo dal nulla anche in A, altrimenti Cacia non sarebbe considerato un bomber da cadetteria. La prima di campionato ci segnala un altro fattore, che dovrà essere però confermato col passare dei turni: la distanza tra le formazioni di metà classifica e le big pare essersi assottigliato, oppure si è alle prese con la classica partenza a rilento di chi punta in alto in favore di chi cerca la salvezza. Per una medio-piccola partire forte significa assicurarsi un minimo di tranquillità. Così, mentre la Magica pareggia stentatamente a Verona, il Napoli cade a Sassuolo e il Milan a Firenze, con la sola Lazio – rischiando nel finale – a portare a termine la caccia grossa assieme all’Inter. E’ una classifica ribaltata e la strapotenza del Sassuolo che ha messo sotto il Napoli vincendo e convincendo desta un campanello d’allarme non indifferente in vista della sfida di sabato, quando si spera che anche il Bologna possa competere in questa Serie A con una formazione titolare più completa rispetto a quella vista all’Olimpico. Non è mai bene fasciarsi la testa prima di essersela rotta, ma l’intesa vincente che mostrano già con audacia i neroverdi li pone uno o due gradini sopra la truppa di Rossi. I rossoblù dovranno trovare nuova linfa dal mercato ma anche dentro loro stessi dopo l’esordio stentato contro i biancocelesti, una partita in cui non si nota nitidamente se il secondo tempo sia frutto maggiormente di un calo della Lazio – con la testa alla Champions – o di una reazione del Bologna. 

 

Così ci avviciniamo al debutto casalingo con tante incognite, ancora senza sapere quale può essere il vero livello della rosa e con un campionato al momento indecifrabile se anche la Juve – quattro volte campione d’Italia – stecca la prima di fronte ad una Udinese coriacea. Con questo andazzo la quota salvezza potrebbe alzarsi, ma è lecito pensare che le big, prima o poi, usciranno allo scoperto, ristabilendo valori e forze come da pronostico. Per quanto riguarda la lotta in fondo, tra Empoli, Carpi, Frosinone, Chievo e Atalanta, tre il Bologna dovrebbe riuscire a mettersele dietro, anche se la piazza si aspetta un campionato un po’ più rispettoso e che non porti con sé il minimo sindacabile del quartultimo posto. Ma per questo servirà ancora uno sforzo considerevole sul mercato, in particolar modo a centrocampo dove il Bologna appare un pesce fuor d’acqua sia tecnicamente che tatticamente. In realtà servirebbe un ritocchino in avanti, con uno sguardo anche al ruolo di terzino destro in cui l’adattamento di Ferrari richiede tempo oppure sarà da cassare a breve per impossibilità del giovane difensore di interpretare un ruolo delicato; soprattutto nel calcio moderno. Insomma, la prima di campionato ci ha offerto diversi spunti interessanti, ma per capire il reale stato delle cose occorrerà avere a disposizione un campione più rappresentativo di partite, anche se una considerazione inequivocabile si può trarre: il Bologna così fatto andrà poco in là, ecco perché sarebbe bene completare l’opera durante questa settimana e fornire a Delio Rossi materiale umano per competere con più decisione in questa Serie A rispetto a quanto fatto sabato. Siamo in ritardo, ma c’è tutto il tempo per rimediare, soprattutto se Corvino riuscirà a portare a termine le operazioni Donsah, Taider e Giaccherini, senza dimenticare Abel Hernandez o Eder, trattative più complicate ma che possono andare a buon fine. Il problema grosso è che il mercato chiude il 31 agosto, con alle spalle già due giornate di campionato; il rischio di vedere un Bologna ancora incompleto anche sabato prossimo, purtroppo, esiste eccome.

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