Mounier fondamentale. Futuro: Donadoni può rimanere

Mounier fondamentale. Futuro: Donadoni può rimanere

Floccari non ha convinto così lontano dalla porta, Mounier più funzionale in quel ruolo? Donadoni: sicuri che il Milan chiamerà?

E’ passato forse inosservato lo pseudo esperimento donadoniano di utilizzare Floccari come attaccante esterno. Non è andata benissimo, Sergio è apparso troppo sacrificato lontano dalla porta, soprattutto: troppo lontano da Destro. I due sarebbero perfetti per giocare assieme in un modulo che prevede le due punte, ma così distanti, lontani, collegati da un filo invisibile per quanto sottile, non si esaltano. E’ comprensibile però la scelta del mister, che qualche statistica forse l’avrà vista.

Da quando è ripartito il campionato il giorno della Befana, il Bologna ha segnato 10 reti in 8 partite, ma 3 racchiuse in una sola sfida (la vittoria con la Samp). La produzione offensiva è calata, e nel Bologna negli ultimi due mesi segnano solo Giaccherini e Destro. 7 delle 10 reti sopra citate portano la firma del duo delle meraviglie: la cooperativa del gol è sostanzialmente sparita. Gli unici a siglare reti oltre a Giak e Mattia sono stati proprio Floccari, Mounier e Donsah. Da qui forse l’idea di Donadoni di tentare una soluzione diversa, inserire una seconda punta più pura che possa dare una mano al reparto offensivo. Perché il 4-3-3 sembra aver blindato la difesa ma inibito, in questa fase, l’attacco. Tant’è che Giaccherini a Palermo è andato ad interpretare il ruolo di trequartista. Attenzione, non è una critica fine a se stessa considerando i quattro risultati utili consecutivi, quanto piuttosto analizzare il momento contingente che vede un Bologna in difficoltà in zona offensiva. Probabilmente nasce da qui l’idea di Floccari al posto di Mounier, ma per continuare su questo solco occorre lavorare sui movimenti. L’ex Sassuolo deve cercare in fase offensiva di fungere più da seconda punta, avvicinarsi ai 16 metri e a Destro, mentre in fase di non possesso allargarsi di nuovo. Se si riuscirà a migliorare su questo, allora l’idea potrà essere riproposta, altrimenti la presenza di Mounier risulta più funzionale, anche se a tratti caotica. Ad ogni modo, è importante per il Bologna non solo ritrovare i gol di Destro e Giaccherini, ma anche quelli derivanti dagli altri reparti. I difensori non segnano da dicembre, tra i mediani il solo Donsah ha segnato da gennaio a oggi. Donadoni, durante la sua conferenza stampa di presentazione disse: “Vorrei più inserimenti in zona gol da parte dei mediani”. Ma questa è una caratteristica non intrinseca né in Diawara né in Taider. Cambio di modulo in vista? No, squadra che fa risultato non si cambia, ma qualche modifica è lecito aspettarsela, magari anche in qualche interprete. Brienza, per esempio, tutte le volte che entra dispensa cioccolatini che pochi sanno incartare nel Bologna.

Passando al futuro del mister, nelle ultime settimane si è parlato di Milan e Nazionale. Escludendo un clamoroso ritorno in azzurro, un’avventura che ha segnato Donadoni per le difficoltà di gestione e per le pressioni per il disastroso Lippi-bis, l’ipotesi più preoccupante per i tifosi rossoblù è quella rossonera. Ma da Milano non giungono voci allarmanti né di chiamate imminenti. La società, nonostante i buoni risultati, è ancora nel caos. Mihajlovic non ha guadagnato la fiducia del presidente, molto probabilmente il futuro verrà deciso sulla base del risultato finale, ma per il Milan c’è anche la necessità di iniziare a costruire sulla base della continuità. Poi certo, una qualificazione in Europa League potrebbe non bastare per Miha, ma se arrivasse il terzo posto…Poi la Coppa Italia, riportare in bacheca un trofeo renderebbe più salda la posizione del tecnico serbo? Chissà. Di sicuro Berlusconi vorrebbe un Milan più bello, ma forse non ha capito che per raggiungere tale obiettivo oltre ad un adeguato mister servono anche funzionali giocatori. Con l’attuale struttura in mediana è difficile vedere un Milan in stile Barcellona. Lo sanno tutti tranne Galliani e Berlusconi. Lo sa anche Donadoni, che dovrebbe sedersi su una panchina che scotta con l’obbligo di vincere e giocare bene, creando da zero una nuova identità di squadra. Si sa però che il cuore a volte comanda sulla ragione…Non sembra, però, che la dirigenza rossonera abbia posto Donadoni nel mirino, perché il gioco preferito da Berlusconi è interpretato bene da Montella e Di Francesco, giusto per citarne due. L’aeroplanino si è liberato della clausola andando alla Samp, ma le prospettive di crescita, con Ferrero al timone, rasentano lo zero. Si guaderà altrove a giugno. C’è poi Di Francesco, l’ex Lecce sta portando a termine un’altra grande stagione a Sassuolo, ma per le sue ambizioni potrebbe non bastare. Dopo anni di gavetta, il desiderio di ottenere la panca di una big lo stimola. Ricordate cosa disse dopo Sassuolo-Bologna? Sottolineò la presenza in massa dei supporters rossoblù, quasi come ad indicare un deficit di piazza rappresentato da una realtà nuova e non del tutto consolidata nonostante i risultati. Se la Reggiana tornasse a determinati livelli, in città si tornerebbe a tifare granata per intenderci. Ecco allora che una chiamata da Milano farebbe gola. Per quanto riguarda Donadoni, gli stimoli ricevuti a Bologna dopo l’annata nefasta a Parma lo hanno rigenerato. Il tecnico è conquistato da Saputo, uomo di parola e tutto d’un pezzo. Sono già due presupposti efficaci per la permanenza. E se Saputo dovesse prospettargli un progetto di crescita basato sulla continuità di quanto fatto questa stagione, beh, il Bologna potrebbe davvero diventare quella big che Donadoni non ha mai allenato.

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