Mercato oculato, ma ai tifosi piacerà?

Mercato oculato, ma ai tifosi piacerà?

E’ un mercato diligente quello che sta improntando Pantaleo Corvino, nessuna follia, nessun esborso sopra le righe, nessun sforamento del budget. Low profile. Della serie: di farci prendere alla gola con prezzi di questo tipo non ne abbiamo voglia. In effetti, quello che è iniziato è un calciomercato caro, da negozio in Galleria Cavour e non da discount, prezzi in saldo neanche l’ombra e la smania, da parte di tutti, di monetizzare il più possibile. Di questi tempi si può trovare una Tata Nano a cinquantamila fantamiliardi di euro manco fossimo al cospetto di una Mercedes. Se l’andamento medio resta questo, i conti di chi comprerà e quelli di chi non venderà per troppe pretese, rischieranno di andare in profondo rosso. Ecco perché si aspetta. Il fatto che il mercato proponga prezzi da megaimprenditori con yacht a Montecarlo, non significa che andando avanti nel corso dell’estate non ci sia anche un saldo per i comuni mortali, quelli che si fanno la vacanzetta sulla riviera. E il Bologna, con tutte le opere di risanamento del club a cui deve far fronte, per il primo anno di Serie A propone un soggiorno tranquillo in campagna, senza assilli europei e senza incubi retrocedenti. Saputo ha staccato più quaranta milioni di euro, non possiamo chiedergli una mega lussuosa vacanza nei luoghi di villeggiatura più In del panorama. Per quelli, per la dimostrazione di ricchezza, ci sarà tempo nelle prossime stagioni quando il chairman, si spera, non dovrà versare nelle casse del club vagonate di milioni di sua tasca. 

 

C’è una umiltà di fondo, un po’ dettata dalla strategia che tende al ribasso dei prezzi tra qualche tempo (o almeno è quello che si auspica il Bologna) dall’altro la consapevolezza di non poter fare tutto subito. Defrel non si chiude perché il Cesena, per i parametri di Corvino, chiede troppo, e siccome la concorrenza è, citando Foschi, ‘lontana anni luce’, c’è la possibilità di attendere il periodo dei saldi. Sì, il colpo si può fare anche ad agosto. E’ una considerazione non dettata dal fatto che si consideri Corvino ‘il Dio del mercato’ ma semplicemente perché – storicamente – il calciomercato propone gli affari più ghiotti nella seconda parte. Non si tratta di difendere a prescindere il direttore sportivo rossoblù usando la strategia del ‘tanto c’è tempo’, piuttosto analizzare la situazione contingente che propone una media prezzi decisamente alta per gli attuali standard rossoblù. Anche perché domani c’è il raduno, il 12 si sale in ritiro e il rischio di una rosa profondamente incompleta esiste. 

 

Poi c’è Saputo, il chairman all’uscita dell’ultimo cda ha dichiarato: “Costruiremo un Bologna di cui andare fieri”. Ecco, siccome il personaggio non è avvezzo ai proclami propagandistici, si può pensare che la società abbia le idee ben chiare e che si tratti di metterle in pratica senza sperperare denaro. Saputo non vuole fare (e non farà) figure di melma, costruendo cioè un Bologna debole e che rischi la retrocessione. Dall’altro lato, non è al momento razionalmente pensabile un Bfc in lotta per l’Europa. Poi ci sono anche gli esuberi, tanti contratti pesanti che limitano, al momento, i margini di manovra sul mercato. Sarà un’estate dura, fatta di trattative estenuanti ma che al 31 agosto potrebbe vedere un Bologna dignitosamente costruito. Si tratta solo di capire se ai tifosi piacerà o se, come appare, il nervosismo per un mercato in stallo renderà la città ancora più tesa di quanto lo è per il caldo. Se tutti ragionassero in base agli obiettivi posti in essere dalla società, non dovremmo trovarci davanti a sonore critiche verso l’operato societario. Chissà se sarà davvero così.

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